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comunicato stampa

Trenitalia: i senatori marchigiani scrivono al presidente Napolitano

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Lo stato dei collegamenti ferroviari tra Roma e le Marche è talmente deteriorato da costituire una lesione del principio costituzionale dell\'uguaglianza tra cittadini. Ne sono convinti i senatori eletti nelle regione Silvana Amati, Marina Magistrelli, Luciana Sbarbati, Fabrizio Morri (Pd) e Francesco Casoli (Pdl)  che, a causa delle mancate risposte da parte di Trenitalia, hanno scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

\"Signor Presidente -scrivono i senatori del Pd - Siamo consapevoli che non è Suo compito intervenire nel merito della questione dello sviluppo del servizio pubblico. Siamo altresì convinti che Lei invece saprà certamente vigilare, perché la Costituzione, proprio nell\'anno del suo 60° anniversario, sia applicata in Italia in modo da garantire a tutti pari opportunità, salvaguardando il principio di uguaglianza. Ci permettiamo di sottoporLe la questione relativa al progressivo deterioramento del collegamento ferroviario Ancona-Roma, che potrebbe forse apparire marginale, ma che riguarda in modo significativo le possibilità di sviluppo economico delle Marche, regione che presenta notevoli problemi infrastrutturali e di collegamento sia aeroportuale che stradale. Dopo esserci consultati con il Governo regionale, abbiamo sollecitato il Governo nazionale ad intervenire.



Abbiamo inoltre incontrato l\'Amministratore Delegato di Trenitalia Moretti, il quale tuttavia ci ha detto esplicitamente che il suo compito non era quello di rispondere alle giuste esigenze dei cittadini, ma esclusivamente di guardare agli interessi economici dell\'Azienda. Secondo Moretti, che evidentemente esclude dai suoi orizzonti la responsabilità sociale dell\'impresa, solo la politica avrebbe dovuto farsi carico del servizio pubblico.



Va riconosciuto che il Governo nazionale ha stanziato 480 milioni di euro per tre anni con il dl 185/2008, proprio per il rinnovo dei contratti, rispondendo ai governi regionali. Il piano dei tagli di Trenitalia risulta però inalterato, tanto che resteranno inascoltate anche richieste minime come quella di consentire fermate dei treni in transito nelle maggiori città della provincia di Ancona. Secondo le previsioni attuali restano escluse da collegamenti veloci significativi le città di Ancona, di Senigallia, capofila del turismo marchigiano e quella di Jesi, città nella quale sono stati fatti ingenti investimenti per la piattaforma logistica dell’interporto.



L\'unico snodo ferroviario residuo potrebbe restare quello di Falconara Marittima, città non dotata di parcheggi scambiatori. Se le politiche d\'investimento di Trenitalia saranno concentrate principalmente sui collegamenti ritenuti più redditizi, come ad esempio l\'alta velocità Torino-Napoli - concludono i senatori del Pd - non aggiungendo risorse, ma tagliando altri collegamenti sul territorio italiano si aggraverà la condizione già esistente di un Paese che \'viaggia a diverse velocità\', cioè costituito da cittadini di serie A, B, C, e via dicendo\".



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 06 dicembre 2008 - 789 letture