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comunicato stampa

A. Merloni: nasce un gruppo di lavoro con il ministero e un tavolo nazionale

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Un gruppo di lavoro per monitorare la situazione creatasi a seguito della crisi della Antonio Merloni; un tavolo nazionale per costruire l’Accordo di programma tra Governo nazionale e Regioni. 

Sono i due impegni scaturiti dall’incontro di ieri tra il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, le Regioni Marche, Umbria, Emilia Romagna e le organizzazioni sindacali. Marche e Umbria erano presenti con i presidenti Gian Mario Spacca e Maria Rita Lorenzetti, l’Emilia-Romagna con l’assessore alle Attività Produttive, Duccio Campagnoli.



Il gruppo di lavoro si riunirà, all’oratorio della Carità di Fabriano, mercoledì 29 ottobre alle ore 11.30. È composto dai rappresentanti dei ministeri dello Sviluppo Economico e Welfare, delle tre Regioni, delle organizzazioni sindacali e dai tre commissari straordinari gia nominati da Scajola (Massimo Confortini, Antonio Rizzi e Silvano Montaldo). Il presidente Spacca, a nome delle Regioni, ha illustrato al ministro i contenuti del progetto speciale per il territorio coinvolto nella crisi della Merloni, che rappresenta il documento base dell’Accordo di programma proposto al governo. Ha evidenziato i tre punti principali, rappresentati dalla difesa dell’occupazione, dall’attrazione dei nuovi investimenti e dalla diversificazione dell’economia locale. Spacca ha presentato il documento incentrando l’attenzione sui problemi legati al territorio e alle sue prospettive future.



Ha chiesto che, contemporaneamente ai benefici previsti dalla legge Marzano, venga siglato subito l’Accordo di programma con le Regioni, in quanto “consente di attivare gli interventi a difesa dei lavoratori, delle piccole e medie imprese dell’indotto e dell’intero distretto”. Scajola ha anche accolto la proposta del presidente Spacca di avviare un confronto con le Regioni per disporre di un quadro complessivo sulla politica industriale e di acceso al credito del governo, nel quadro generale della stagnazione economica in atto e della fibrillazione dei mercati finanziari. La Regione Marche, insieme a Umbria e Emilia Romagna, ha consegnato al Ministero un Progetto speciale per il distretto in crisi, al fine di stipulare in tempi brevi un Accordo di Programma che si basa su tre linee fondamentali: difesa del lavoro e dell’occupazione sul territorio e riqualificazione professionale; attrazione degli investimenti; rilancio e alla diversificazione dell’economia locale.




Il tavolo di lavoro deve essere interministeriale, date le dimensioni della crisi che attanaglia un intero settore e tutto il suo indotto, costituito da fornitori e subfornitori sparsi fra le regioni Marche, Umbria e Emilia Romagna. Per questo, occorre sostenere con forza i livelli occupazionali e il reddito dei lavoratori; salvare l’alta specializzazione costituita dal vastissimo indotto dell’Antonio Merloni; attrarre nuovi investimenti di tipo industriale nell’area, garantire l’accesso al credito alle imprese e accelerare finanziamenti ed incentivi pubblici e statali.



In sintesi la proposta progettuale si candida a ottenere i seguenti risultati: tracciare le filiere produttive di settori chiave del Made in Italy (indipendentemente dall’appartenenza o meno a distretti “riconosciuti”); elaborare un rating di rischio/potenziale di riconversione alla luce delle dinamiche competitive che interessano le grandi imprese locali; elaborare delle azioni-sistema capaci di rafforzare nel breve le filiere (attraverso l’implementazioni di progetti pilota mirati) e nel medio termine creando le condizioni per l’aggregazione di tali filiere “locali” in filiere “lunghe” di carattere nazionale capaci di candidarsi ala fornitura per gruppi/attori al di fuori dei distretti abituali; implementare azioni di sostegno alla riconversione di dette filiere (nel caso in questione territorio di Marche e Umbria); elaborazione di un modello informatico di comune accessibilità da parte delle altre regioni Italiane interessate dal fenomeno della conversione delle filiere produttive.



Il fine ultimo del progetto è dare immediata risposta alle esigenze di “tenuta” dei sistemi produttivi locali coinvolti dalla crisi dei “main contractor”, attraverso l’erogazione di azioni e strumenti capaci di “ri-aggregare” porzioni qualificate di dette filiere ed orientarle verso nuovi ambiti di domanda, agendo al contempo sulla competitività complessiva dei settori merceologici individuati e in logica multi regionale, evitando la perdita di competitività ed occupazione anche al di fuori di singoli casi imprenditoriali interessati da crisi produttive.



scajola

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 23 ottobre 2008 - 832 letture