counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > SPETTACOLI
articolo

Lady Donà alla corte del Duca Federico

4' di lettura
1537

L\'affascinante centro storico della città di Urbino ha ospitato sabato 9 agosto il concerto di Cristna Donà e della sua band nell\'ambito del festival rock Frequenze Disturbate, tornato nella città ducale dopo un anno di pausa. 

Il set della Donà è stato preceduto da due brevi concerti di giovani e bravissime artiste americane: My Brightest Diamond, gruppo di due sorelle da New York, e St. Vincent, al secolo Annie Clark da Tulsa, Oklahoma, nuova stella dell\'indie-pop americano, che ha offerto uno spettacolo emozionante e di grande professionalità nonostante avesse smarrito il bagaglio con i campionamenti per il live-set all\'arrivo in areoporto in Italia.
Una serata tutta la femminile, dunque, per uno dei festival di musica indie più importanti d\'Italia, che, come nelle passate edizioni, ha attirato pubblico da più parti del Paese. Il giorno seguente si sono esibiti Radio Dept, Massimo Volume e Okkervil River.

Intense e graziose le artiste americane, ma la stragrande maggioranza del pubblico era lì per la signora della canzone d\'autore italiana: Cristina Donà. Nel corso dei preparativi per l\'ultimo concerto della serata, infatti, il pubblico si è accalcato numeroso sotto il palco, incastonato tra il Palazzo Ducale e i portici del Duomo, in piazza Duca Federico. La suggestiva scenografia rinascimentale ha incorniciato alla perfezione l\'esibizione di un\'autrice e interprete raffinata, molto stimata anche all\'estero (l\'ultra-snob Sunday Times qualche anno fa inserì una sua canzone nel cd allegato al mensile culturale del giornale).

Chitarra a tracolla, Cristina Donà è salita sola sul palco e ha attaccato con \"L\'aridità dell\'aria\", pezzo storico, pubblicato nel suo primo album, Tregua, e recentemente edito in versione acustica nell\'ultimo Piccola faccia. Seguita poco dopo dai fidati musicisti, il concerto ha assunto i toni più decisi e robusti del rock, in un\'atmosfera carica e coinvolgente che non ha mai avuto momenti di stanca.
Artista vivace ed equilibrata la Donà, nello stesso concerto, sa muoversi dall\'intimità acustica all\'aggressività rock, dal romanticismo intenso e mai melenso allo straniamento elettrico, dalla sofferta introspezione all\'ironia disarmante, offrendo un caleidoscopio di emozioni che ben pochi artisti in Italia sono in grado offrire. Senza dimenticare quella voce eccezionale, che un attimo sussurra sensuale all\'orecchio dell\'ascoltatore e l\'attimo dopo lo sferza tagliente con inaspettata potenza.

Il concerto ha visto sfilare via con naturalezza ed eleganza i brani ormai classici del repertorio di Cristina Donà, tra la gioia e l\'esultanza del pubblico (c\'era chi era venuto da Bergamo apposta per lei): \"Le solite cose\", \"Stelle buone\", \"The Truman Show\", \"L\'ultima giornata di sole\", \"Goccia\", \"Terapie\" e la più recenti \"Universo\" e \"Migrazioni\", per citarne alcune.

Essendo la Donà artista precisa ed esigente, i suoi concerti non si limitano alla cura per la musica, ma comprendono anche l\'attenzione per quei piccoli, preziosi dettagli riguardo alla sua presentazione: ecco quindi ammalianti giochi di luce riflettersi sulle mura del Palazzo Ducale e abbracciare i musicisti, e lampadari di strass di cristalli decorare il palcoscenico ed accendersi per le battute finali del concerto, quando la tensione è al massimo delle vibrazioni.
Uno spettacolo che assume dunque una dimensione teatrale, anche nel dialogo e nelle battute che Cristina Donà ama rivolgere al pubblico, spezzando la distanza e creando momenti di complicità e di vera e propria comicità cabarettistica; come quando ha invitato una coppia a salire sul palco per ballare il valzer sul brano \"Non sempre rispondo\", auto ironica interpretazione del suo rapporto con i mezzi di comunicazione.

Da segnalare lo spettacolare bis che, iniziato con i toni soffusi e seducenti di \"Nel mio giardino\", è proseguito con la carica di \"Triathlon\", con la Donà che si è messa a saltare e ballare come una ragazzina, e si è concluso con la staordinaria forza di \"Ho sempre me\", all\'interno della quale Cristina Donà si è sbizzarrita citando Donna Summer, i Doors e i Kinks in una miscela di rock esplosivo che ha travolto la piazza intera per un finale da cuore in gola.


Scaletta concerto:
- L\'aridità dell\'aria
- Mangialuomo
- Universo
- Le solite cose
- The Truman Show
- Ogni sera
- L\'ultima giornata di sole
- Stelle buone
- Migrazioni
- I duellanti
- Non sempre rispondo
- Terapie
- Goccia
- Invisibile

Bis:
- Nel mio giardino
- Triathlon
- Ho sempre me (all\'interno del brano citazioni di: \"I feel love\" di Donna Summer, \"Light my fire\" dei Doors, \"You really got me\" dei Kinks)

Cristina Donà - Invisibile (Urbino 9 agosto 2008)




Questo è un articolo pubblicato il 16-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 16 agosto 2008 - 1537 letture