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comunicato stampa

Lega Pesca, Cecchettini: \'Serve fermo pesca da 45 giorni\'

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simone cecchettini

Secondo la ricerca scientifica, il periodo migliore per la sosta biologica delle attività di pesca è quello compreso fra metà agosto a fine settembre.

Per le nostre cooperative, il fermo pesca è fondamentale ma non sufficiente in questi termini. Chiediamo che, il prossimo anno, il fermo sia di almeno 45 giorni e che garantisca un contributo monetario per gli imbarcati e uno diretto alle imprese, ossia agli armatori, come è avvenuto quest’anno”. E’ l’opinione di Simone Cecchettini, responsabile regionale Lega Pesca Marche, sul fermo pesca biologico che comincia oggi e proseguirà fino al 2 settembre nel tratto del mare Adriatico compreso fra Trieste e Bari.



Cecchettini afferma che è necessario allungare il fermo pesca perché “come sostiene la ricerca scientifica, il periodo migliore per tutelare le risorse ittiche è quello compreso fra metà agosto e tutto settembre”. E il rientro dalle ferie, sarà per la pesca marchigiana un periodo importante per pensare a quei provvedimenti che possano sostenere un settore che risente, con forza, della crisi causata dal caro-gasolio. “Abbiamo bisogno – spiega Cecchettini – che vengano subito pubblicati i bandi regionali del Fondo europeo per la pesca per gli investimenti a bordo, che prevedono un contributo a fondo perduto del 40% anche per la sostituzione dei motori delle barche. L’altra urgenza è quella di definire, insieme alla Regione Marche, il Gac, il Gruppo d’azione costiera, previsto dalla politica comunitaria, che sarà di livello regionale, in modo da poter partire subito con il Piano di gestione locale della pesca e con la misura che prevede un incentivo economico per le imprese che decidono, sotto la regia del Gac, di ridurre le giornate di pesca”.




Per le cooperative di pesca, è inoltre necessario poter ottenere la cassa integrazione in deroga, “che possa essere utilizzata – dice Cecchettini – per gli imbarcati per poter affrontare la crisi permanente del settore”. Per la pesca, aggiunge il responsabile regionale di Lega Pesca Marche, “sono necessari, inoltre, gli altri bandi regionali che il settore aspetta da un anno e mezzo per le misure per la trasformazione e la commercializzazione del prodotto ittico, per ridurre l’impatto ambientale, per la piccola pesca artigianale, per accrescere le competenze professionali dei nostri pescatori. In particolare, attendiamo la misura per la flotta, che ci permetterà di sostituire i motori delle imbarcazioni, il miglioramento della sicurezza a bordo, di promuovere interventi per il risparmio energetico anche sulle nostre barche”.




Una serie di azioni che la pesca ritiene fondamentali per poter continuare ma che rischiano di risentire della scarsità delle risorse economiche. “Crediamo che il plafond di 22 milioni di euro, previsto dal Fondo europeo per la pesca per le Marche – sostiene Cecchettini –, non sia sufficiente. Chiediamo che la Regione Marche si attivi al ministero per le Politiche agricole e per la Pesca, e di conseguenza alla Commissione europea, per arrivare a poter contare su almeno 40 milioni da poter utilizzare per il settore. Lo stesso Consiglio della Ue, d’altronde, ha appena approvato un nuovo regolamento comunitario per la promozione di azioni di ristrutturazione delle flotte da pesca. Servono allora più fondi”.



simone cecchettini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 05 agosto 2008 - 1870 letture