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comunicato stampa

Legambiente: PEAR, insieme possiamo farcela

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In questi giorni si discute molto sull’utilità e sull’ eventuale modifica del Piano energetico ambientale regionale - così il Presidente di Legambiente Marche Luigino Quarchioni - per alcuni i risultati del PEAR sono stati deludenti, per altri invece significativi\".

\"Io credo che siano stati estremamente significativi soprattutto per il processo che hanno messo in atto. Da anni non vedevo nelle Marche tante iniziative, investimenti, progetti portati avanti da una moltitudine di soggetti (industriali, artigiani, agricoltori, mondo bancario,enti, cittadini ecc) sparsi sul territorio. Però - continua Luigino Quarchioni - a 3 anni dalla sua nascita il piano non è riuscito fino in fondo a ‘giocare la sua parte’ per almeno tre ragioni:

1)La tempistica: 3 anni sono davvero pochi per rivoluzionare il sistema di produzione e dei consumi di energia delle Marche.

2)Le incertezze della politica: in particolare interne alla maggioranza, sono state le vere ‘palle al piede’ di questo PEAR perché hanno narcotizzato le sue potenzialità e la sua vocazione. La politica regionale ha creduto poco in questo piano sin dalla sua nascita. In particolare l’assessore regionale all’industria ha fatto continuamente melina dando l’impressione di non crederci e di non fare il possibile per farlo funzionare. Mi sarei aspettato da Giaccaglia un atteggiamento più responsabile, di chi deve fare di tutto per applicare il PEAR in quanto espressione della comunità marchigiana e strumento in vigore perché approvato dal consiglio regionale. Avremmo preferito meno temporeggiamenti e più iniziative concrete di promozione,informazione, sensibilizzazione, accompagnamento e coinvolgimento verso quei cittadini e quelle categorie produttive che potevano fare la differenza nel suo funzionamento. Di tutto ciò abbiamo visto ben poco.

3) Il fronte del no: da ultimo la situazione non è stata certo migliorata da alcuni \'fronti del no\' che hanno ostacolato diversi progetti intelligenti e utili alle Marche. Questi atteggiamenti hanno fatto molto rumore soprattutto grazie ad una politica assente che, non si è confrontata, non ha avuto coraggio ed è stata più intenta a difendere sé stessa che a peseguire gli interessi generali. Questa situazione è servita ad amplificare i malcontenti e gli egoismi.

Tornando al dibattito di questi giorni, è legittimo che chi governa possa pensare di modificare il PEAR ma tutto dipende da quale direzione si vuole prendere. Se quella di aggiornarlo per renderlo più efficace nelle sue linee strategiche (risparmio energetico, energie rinnovabili e microgenerazione distribuita) allora ritengo che essa sia la scelta più saggia e utile per le Marche. Ciò significa essere in sintonia con il mondo e con l\'Europa allontanandoci sempre di più dalla dipendenza dal petrolio e fonti fossili con benefici sicuri a livello ambientale ma soprattutto economico e sociale. E\' evidente che questo processo comporterà grandi sacrifici per tutti noi ma cambiare certe abitudini non è solo utile ma soprattuttto necessario. Se la direzione che si vuole imboccare è invece quella di cambiare radicalmente il Piano Energetico Ambientale Regionale, puntando su grandi centrali, magari anche nucleari, allora si commetterà un errore molto grave che renderà più povera la nostra regione. Solo l\'idea di portare il nucleare nelle Marche mi fa rabbrividire: se vogliamo essere realisti infatti, è chiaro che fintanto che la ricerca non riuscirà a fare passi avanti, il nucleare rimarrà una soluzione improbonibile sia per i costi elevati che per i lunghi tempi di realizzazione che per i rischi per l\'uomo (vedi gli ultimi episodi accaduti in Francia).

Se venissero realizzate, come proposte, le grandi centrali a metano all\'Api di Falconara Marittima e a San Severino Marche, ciò significherebbe un impoverimento per le Marche comprese le sue aziende. Saremo sicuramente più vulnerabili e meno competitivi perghè legati ancora di più al petrolio e alle fonti fossili con costi in aumento e difficoltà di reperimento. Le grandi centrali produrranno maggior impatto ambientale, aumento della CO2 andando contro scelte internazionali e dell’unione europea che prevederà pesanti sanzioni. Ciò che mi preoccupa è che tutto il mondo più avanzato sta andando in un\'unica direzione quindi le Marche non possono fare l\'opposto.

E’ chiaro che si può discutere su tutto e sul contrario di tutto ma sul piano energetico la direzione è univoca: chi ci governa, senza attardarsi oltre, dovrà prioritariamente ricollocare al centro l’interesse generale della comunità marchigiana e non continuare a dare l’impressione di essere troppo spesso tirato per la giacca da interessi particolari, come quelli legittimi dell’Api che fa il proprio mestiere. Sono convinto che l’interesse generale dei marchigiani sia guardare al PEAR come la vera opportunità economica e sociale per riorientare il nuovo modello di progresso nelle Marche. Tutto ciò sicuramente è stato già compreso da buona parte della comunità marchigiana che sta investendo in questa direzione: imprenditori, istituti bancari e in generale molti cittadini È solo con una buona alleanza tra le istituzioni e la società del nostro territorio che insieme potremo farcela davvero!
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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 28 luglio 2008 - 824 letture