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Legambiente: revisione del Pear? Non scherziamo...

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Revisione del Pear? No grazie, è la politica che va rivista. In vista della verifica di maggioranza prevista per lunedì prossimo, l\'apertura del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca dichiarata sui giornali in questi giorni verso la revisione del Piano Energetico Ambientale Regionale suona come un campanello d\'allarme secondo Legambiente Marche.

Come pure le interviste rilasciate dall\'assessorato all\'industria non lasciano intravvedere alcuna speranza di far crescere e sviluppare la nostra regione. Anche le continue lamentele sui risultati non raggiunti del risparmio energetico, sembrano non tenere assolutamente in considerazione i soli 3 anni trascorsi dalla nascita del PEAR. Davvero pochi per tirare le somme su un Piano che fino ad ora è rimasto bloccato nelle sabbie mobili della politica regionale ( la vera \'palla al piede\' del Pear) che ha rallentato l\'attuazione di uno strumento di questo tipo fatta eccezione per l\'assessorato all\'ambiente che lo ha individuato come una vera priorità. In particolare l\'assessore regionale all\'industria Giaccaglia nell\'aspettare dati e conferme sembra ricoprire più il ruolo di notaio che quello di assessore a cui compete l\'attuazione del PEAR. Ma i risultati positivi arrivano solo se la politica ci crede e lavora per raggiungerli. La melina di chi ha speculato sulle politiche energetiche servirà solo ad aumentare il rischio di una pioggia di pesanti sanzioni se non verrà rispettato in tutta Italia come nel resto d\'Europa e del mondo l\'ormai noto \'20-20-30\' ossia la riduzione in dieci anni del 20% del consumo complessivo di energia attraverso risparmio e maggiore efficienza, la dipendenza per almeno il 20% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e la riduzione del 30% delle emissioni di gas che alterano il clima sulla terra.


Il Pear rappresenta un vantaggio non solo ambientale ma anche sociale ed economico: basti pensare allo sviluppo del fotovoltaico e ai finaziamenti previsti dall\'ultima Finanziaria. Nelle Marche moltissimi cittadini, imprenditori, istituti bancari ad esempio stanno puntando proprio sul fotovoltaico e non solo, ma la politica se n\'è accorta? Le stesse possibilità non si avrebbero sicuramente con il nucleare (se è questa la scelta della politica regionale) per gli alti costi e lunghi tempi di realizzazione oltre agli evidenti problemi di sicurezza. Nelle Marche sono stati fatti molti passi avanti ma ne servono ancora di più. Bisogna investire nella ricerca e puntare sul\'edilizia, risparmio efficenza. Inoltre si potrebbe puntare sulla microgenerazione distribuita in quei distretti produttivi di cui le Marche sono ricche con gli imprenditori disposti ad investire producendo loro stessi energia. Infine per l\'agricoltura si può pensare alle biomasse, filiere corte senza sottrarre nulla al food (agricoltura destinata alle produzioni alimentari). Ma la politica vuole veramente crescere???????


\"Continuiamo a chiedere a tutte le forze sociali, poltiche economiche- ha detto Luigino Quarchioni, Presidente di Legambiente Marche- un vero patto nell\'attuazione nel PEAR. Nel nostro territorio si iniziano a muovere i primi passi significativi nelle rinnovabili. La strada da fare sul risparmio energetico e le rinnovabili appare però ancora lunga, tortuosa e sempre più necessaria. Ancor più in una regione che si è dotata di un Piano Energetico Ambientale Regionale tra i più avanzati d\'Italia (nei suoi 3 assi portanti: più risparmio ed efficienza energetica, fonti rinnovabili-biomasse, biodiesel, solare ed eolico- e generazione distribuitta) e per il quale chiediamo alle istituzioni di uscire dalla \'fase-lumaca\'- e di agire in fretta siglando un patto per garantire futuro e accompagnere le Marche in comportamenti più sani verso il risparmio energetico. Il Pear- ha concluso Quarchioni- rappresenta anche una grande opportunità economica e sociale per riorientare il nuovo modello di progresso nelle Marche\".





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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 26 luglio 2008 - 837 letture