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comunicato stampa

Il monachesimo raccontato in una mostra itinerante

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Spacca: “Un progetto che riscopre un aspetto caratterizzante della nostra identità” Un sorprendente viaggio tra spiritualità, arte, storia e paesaggio delle Marche.

La mostra itinerante “Monachesimo nelle Marche – Segni e suggestioni”, promossa dalla Regione Marche e realizzata dalla Comunità montana Esino-Frasassi, vuole invitare il visitatore alla scoperta del ruolo e dell’importanza degli insediamenti benedettini nelle Marche. “Questo progetto – ha detto il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, questa mattina alla presentazione dell’iniziativa – punta a riscoprire un aspetto fortemente caratterizzante della nostra identità regionale, così ricca di sfaccettature.


Il monachesimo ne è una componente fondamentale. Numerose sono le figure di santi che hanno operato nelle Marche, contribuendo ad arricchire il suo territorio”. Il territorio marchigiano fu tra i primi in Italia ad accogliere il monachesimo: movimento spirituale nato in oriente nel III secolo d.C. e diffusosi in Occidente già nel VI secolo grazie alla carismatica personalità di San Benedetto da Norcia. Numerose le abbazie che si costruirono.


Forte di questa storica eccellenza, la Regione Marche ha avviato un progetto dal titolo “Il Monachesimo nelle Marche. Viaggio alle radici della civiltà europea”, volto a sottolineare la presenza di comuni elementi artistici, culturali, e ambientali, che fanno capo al fenomeno del monachesimo benedettino. “Recuperare questa tradizione – ha continuato Spacca – ci aiuta ad affrontare temi quanto mai attuali, quali ad esempio quelli ambientali: in un certo senso, sono stati i monaci benedettini ad essere i primi ‘ambientalisti’; oppure il tema della finanza: furono sempre i monaci ad istituire i monti di pietà per porre freno al fenomeno dell’usura”.


Proprio per questo suo carattere di attualità, il fenomeno del monachesimo è dunque, come ha sottolineato il presidente della Regione, un filone su cui insistere e che prevede per il futuro altri interventi tra cui il recupero dell’Eremo di S. Maria di Val di Sasso, a Valleremita, vicino a Fabriano. Il percorso della mostra di carattere didattico-divulgativa, tra testi e immagini, si snoda in cinque sedi, una per provincia. Prende il via il 1° agosto per concludersi il 16 novembre.


Il presidente della Comunità montana Esino-Frasassi, Fabrizio Giuliani, ne ha illustrato le tappe (luoghi simbolo in cui si sviluppò e fiorì il fenomeno del monachesimo): la prima è l’Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle (Abbadia di Fiastra, Tolentino MC – fino al 10 agosto). A seguire, l’Abbazia di San Michele Arcangelo (Borgo Pace, Lamoli PU – dal 15 al 24 agosto); l’Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale (Amandola FM - dal 1° al 12 settembre); l’Abbazia di Santa Maria della Rocca (Offida AP – dal 27 settembre al 19 ottobre); l’Abbazia di Sant’Elena (Serra San Quirico AN – dal 25 ottobre al 16 novembre).


L’esposizione – ha spiegato Giuliani - così sviluppata nel corso di questi mesi, è stata pensata sia per i turisti, soprattutto durate il mese di agosto, che per gli studenti che potranno visitarla da settembre in poi”. Oltre alla mostra, è stata realizzata una pubblicazione, a disposizione nei luoghi dell’itinerario. Sette le sezioni espositive che metteranno a fuoco alcuni aspetti peculiari del monachesimo: i luoghi; le caratteristiche generali; gli elementi costruttivi, planimetrici e tipologici che caratterizzano i complessi architettonici; gli apparati decorativi; la descrizione degli scriptoria, ambienti dedicati alla trascrizione della letteratura classica e cristiana e alla decorazione dei codici; il monachesimo al femminile e l’iconografia dei santi benedettini.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 18 luglio 2008 - 904 letture