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comunicato stampa

Falerone: prosegue il Tau con Flavio Bucci in Edipus

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teatro romano falerone

Sabato 19 luglio il Teatro Romano di Falerone vede in scena Edipus con Flavio Bucci per la regia di Nucci Ladogana in occasione della decima edizione del TAU/Teatri Antichi Uniti.

Uno spettacolo sobrio, pulito, che fa riflettere. L’Edipus di Nucci Ladogana, tratto dall’omonima tragedia di Seneca, sulla traduzione di Filippo Amoroso, propone uno spaccato storico-politico e culturale ambientato nella Roma Imperiale degno di meditazione per l’uomo di oggi; offre, in maniera lucida e coerente, un confronto dell’originale tragedia di Sofocle con quella di Seneca, sottolineando le innovazioni che quest’ultimo ha apportato alla sua opera, pur mantenendone la struttura originaria, ponendo quindi in primo piano la psicologia dei personaggi e l’atmosfera della tragedia, piuttosto che l’azione stessa. Viene mostrata «un’epoca di angoscia», un’epoca in cui vivere richiedeva più coraggio di quel che l’uomo medio possedesse, in cui si temevano i malefici, e la superstizione dominava, e pullulavano astrologi e indovini, e il risentimento contro il mondo, per un effetto di introiezione, diveniva risentimento contro l’ego.


Seneca, avvertendo in anticipo questa atmosfera, ne esprime il turbamento ponendo al pubblico la sua tragedia come un viaggio nel buio della coscienza dell’uomo di potere. Flavio Bucci , in tutta la sua esperienza di grande attore, è Edipo, l’uomo che cerca la verità, facendo di questa ricerca la sua ragione di vita, ma quando la verità si rivela in tutto il suo orrore, Edipo è anche colui che sa trovare la risposta, nel nome dell’uomo e dell’ordine cosmico. La sua grandezza sta nell’addossarsi, volontariamente, le conseguenze di un passato che non ha voluto. Egli afferma la sua «autodeterminazione espiando, con un atto inaudito, atti non volontari, esprimendo così il suo assenso all’ordine cosmico e, per parte sua, restaurandolo».


Inquieto sin dall’inizio, Edipo è l’uomo che porta in sé una piaga segreta. Per questo lo scatenarsi della peste suscita in lui un’angoscia quasi insostenibile, inducendolo ad istituire, sia pure confusamente, un rapporto tra sé e quel misterioso contagio. La lettura psicologica che qui si propone, non va ovviamente intesa nel senso della verosimiglianza dei personaggi, ma in quello, ben più impegnativo, della raffigurazione metaforica del processo che investe l’interiorità di un individuo che vive e soffre, e che sconta il turbamento della ‘sua’ collettività.


Sulla scena con Flavio Bucci una strepitosa Diana De Toni, nei panni di Giocasta, Giorgio Carminati , nella veste del vecchio Tiresia e Renato Campese nel ruolo di Seneca; completano il cast Claudio Conti, Riccardo Castagnari , Bea Boscardi e Marco Tornese. Le scenografie di Nicola Delli Carri e i stupendi costumi di Veera Roman si inseriscono pienamente nel contesto storico della tragedia; collaboratore alla regia Piero Ferradini.


Per informazioni e biglietti (da euro 14,00 a euro 17,00): 0734 750429 (Ente Parco Archeologico Falerio Picenus); 071 2075880 (Amat), www.amat.marche.it .
Inizio spettacolo ore 21.30.



teatro romano falerone

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 18 luglio 2008 - 949 letture