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comunicato stampa

I risultati di Thermails presentati ad Ancona

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svim conferenza

Sono stati 212 mila i turisti della salute che hanno scelto le località termali delle Marche lo scorso anno. Di questi oltre 60mila lo hanno fatto proprio perché sedi di stabilimenti termali. Gli altri 150mila anche perché luoghi balneari o per ragioni culturali ed enogastronomiche. E’ quanto emerso dall’analisi sul sistema termale marchigiano realizzata nell’ambito del progetto europeo Thermalis, promosso dalla Regione Marche con la collaborazione dell’agenzia regionale per lo sviluppo Svim, nell’ambito del Nuovo programma europeo di Prossimità Adriatico Interreg/Cards-Phare.

I risultati del progetto sono stati presentati oggi ad Ancona, al ridotto del Teatro delle Muse. Ma chi sono i clienti delle terme marchigiane? Per il 50 per cento si tratta di ultrasessantenni che vengono nella nostra regione per curarsi, mentre nella fascia tra i 20 ed i 60 anni prevalgono quelli che scelgono le terme per il loro benessere e non per particolari patologie. Da un punto di vista economico, il 30 per cento del fatturato complessivo riguarda le attività complementari all’offerta termale. A preferire le terme marchigiane sono emiliani, veneti e siciliani; dall’estero il turismo termale proviene soprattutto da Inghilterra (14,1 per cento), Austria (12,8), Spagna (12,4) e Germania (9,3). Complessivamente il numero di turisti termali convenzionati rappresenta il 71 per cento del totale del movimento salutistico mentre, in termini di fatturato, rappresenta il 57 per cento del totale.




A spendere di più sono i clienti del benessere, con circa 320 euro a testa, mentre i clienti termali spendono in media 150 euro. Secondo un sondaggio della Federterme, presentato nell’ambito del progetto Thermalis, il 77,1 per cento degli utenti sceglie le terme per curare una malattia o un disturbo, il 10,8 per cento per prevenire malattie, il 7,5 per cento per favorire il proprio benessere globale e il 4,7 per cento per il relax o per altri motivi. Nelle Marche gli stabilimenti termali coinvolti nel progetto sono dieci: nella Provincia di Pesaro Urbino le Terme di Carignano, quelle di Montegrimano, Pitinum Thermae di Macerata Feltria e le Terme di Raffaello di Petriano; nella provincia di Ancona le Terme dell’Aspio e quelle di San Vittore di Genga; nella provincia di Macerata le Terme di Sarnano e quelle di Santa Lucia di Tolentino; nella provincia di Ascoli Piceno Acquasanta Terme e nella provincia di Fermo Torre di Palme. Il progetto Thermalis ha individuato i punti di debolezza dell’offerta termale marchigiana: l’eccessiva stagionalità della domanda, un forte pendolarismo termale, la mancanza di una vera e propria “città termale marchigiana”, la mancanza di una rete termale regionale strutturata, una debole offerta di servizi extra e una carenza nelle politiche di partenariato.




I risultati del progetto verranno messi a frutto favorendo in particolare le sinergie tra gli operatori del territorio e lo scambio delle migliori pratiche con i sistemi termali di Veneto, Abruzzo, Bosnia e Serbia che verranno messi in rete, creando un vero e proprio circuito turistico della salute e del benessere. Oltre all’uso terapeutico delle acque, dovrà essere estesa la possibilità di acquistare prodotti con il marchio delle terme, acque imbottigliate, prodotti per la cura del corpo, prodotti dietetici ecc. La possibilità di crescita del turismo termale è molto ampia: secondo Federterme, in Italia i clienti termali sono 1,4 milioni, mentre il bacino di clienti potenziali sfiora i 15 milioni di persone.




Alla Conferenza finale sono intervenuti, per il Servizio Cultura, turismo e commercio della Regione Marche il dirigente Mariano Landi e il funzionario Paolo Brugè; il direttore generale di Svim Francesco Marchesi; Fausto Fiorini del team di ricerca della Regione Marche; il presidente dell’Aret Abruzzo Giulio Petrilli; il professor Aniello Russo Spena dell’Università dell’Aquila; Marzia Kichelmacher del team di ricerca della Regione Veneto, sede di Bruxelles; Ludovico Calore, direttore Gestione unica del Bacino idrominerario dei Colli Euganei; Dragan Rankovic, assessore alle Politiche comunitarie della municipalità di Kragujevac (Serbia); Nikola Dragoviuc dell’agenzia di Sviluppo Arda Nw Bosnia); Antonio Fraioli dell’Università La Sapienza di Roma; il direttore nazionale di Federterme Aurelio Crudeli e il presidente della Consulta regionale delle industrie termali Danilo Compagnucci.





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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 17 luglio 2008 - 979 letture