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comunicato stampa

Pesaro: pesca, la Regione chiede un \'fermo ragionato\'

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pescatori Fano

C’è sostanziale accordo e convergenza di interessi fra Regione Marche e le associazioni dei ristoratori della provincia di Pesaro in vista delle decisioni che il ministro (domani si riunisce a Roma la Commissione Consultiva della Pesca), dovrà prendere per quanto riguarda il fermo biologico.

Un incontro all’insegna della cordialità e della soddisfazione sulle posizioni reciproche, quello di stamane in Regione fra il presidente Gian Mario Spacca e il vicepresidente Paolo Petrini, assessore alla Pesca e il direttore Confcommercio di Pesaro Amerigo Varotti, Alceo Rapa per Assoristoratori, Renato Pinto presidente della FIPE (Federazione pubblici esercizi della provincia di Pesaro) e Flavio Cerioni presidente del Consorzio Scirocco 36.


Spacca ha rivendicato il pieno diritto della Regione Marche a difendere la sua autonomia in materia di pesca allo scopo di tutelare l’intero comparto della pesca e soprattutto la filiera, che comprende Turismo e Ristorazione alla pari del Commercio. Petrini ha aggiunto poi, dati alla mano, che anche quest’anno le Marche tornano a proporre con forza diverse modifiche al sistema del fermo, che così come viene applicato non tiene realmente conto dei principali fattori economici, tecnici e biologici.


Al momento il fermo viene applicato con decreto dal 14 luglio al 12 agosto per il basso Adriatico e dal 4 agosto al 2 settembre per il medio, comprese le Marche. L’arco stesso della durata, la scelta del periodo, l’universalità della decisione che vede un blocco totale senza distinzioni né di razze ittiche né di dimensioni, tanto meno di sistemi di pesca, lascia forti dubbi sulla efficacia del fermo che secondo molti non avrebbe più significato.


Sarebbe invece opportuno – e su questo la Regione è in pieno accordo con le associazioni convenute – ripensare in termini scientifici ad un’applicazione più rigorosa del fermo lungo l’arco di tutto l’anno e non solo di pochi mesi, in modo che si tenga conto del fatto che la mancanza del pesce fresco non possa diventare un handicap per alcune località turistiche. Inoltre un “fermo ragionato” sarebbe quello che non blocca indiscriminatamente tutta la pesca insieme favorendo rincari di prezzi e il commercio surgelato e d’importazione.



pescatori Fano

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 16 luglio 2008 - 803 letture