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Sanità: in Italia manca il sangue, appello ai donatori

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sacche di sangue

In Italia manca il sangue. L’Istituto superiore di Sanità fa un appello alle associazioni dei donatori perché in Italia è ormai emergenza trasfusioni. Le urgenze sono garantite ma manca qualche migliaio di sacche: ogni settimana sarebbero necessarie 2000 unità di sangue in più.

Negli ospedali italiani, dunque, manca il sangue e molti sono costretti ad annullare per questo motivo interventi chirurgici programmati. La situazione più critica è in Toscana, dove l’ospedale Careggi ha già sospeso gli interventi, con una circolare dal servizio di medicina trasfusionale ai medici: “si invitano i medici a rimandare, nell\'interesse dei pazienti, tutte le attività chirurgiche che non siano gravi e assolutamente inderogabili emergenze”. Numerosi problemi per carenza di sangue sono stati registrati anche in Emilia e Lazio.

Le Regioni, e in particolare quelle che stanno vivendo la piena emergenza, chiedono aiuto e le associazioni si sono mobilitate per sensibilizzare i donatori. L’appello è stato lanciato da Giuliano Grazzini, direttore generale del Centro Nazionale Sangue dell’Istituto Superiore di Sanità che ha detto: “Ci servirebbero circa 2000 sacche in più alla settimana per stare tranquilli. Purtroppo in questo periodo molte realtà sono in difficoltà, e tra queste anche Regioni che in passato erano pilastri del sistema”. Infatti, l’Emilia Romagna non è più in grado di occuparsi di chi è privo di sangue, a causa del calo della raccolta dello 0,4% di contro alla stima fatta per il 2008 per il quale si prevedeva una crescita del 3,6%. Anche in Toscana la situazione è grave e gli ospedali vivono una crisi mai affrontata prima.

Il problema, come ha sottolineato Grazzini, è che in questo momento nessuna Regione Italiana è in grado di sopperire alle mancanze interne delle altre: “Prendiamo l’Emilia. Per anni ha sostenuto chi era in difficoltà grazie alla sua ottima organizzazione di raccolta. Adesso soffrono anche loro. Qualche giorno fa ha avuto problemi addirittura con le attività il policlinico Sant’Orsola di Bologna, l’ospedale regionale più importante”.

Pertanto, l’emergenza riguarda tutte le unità ospedaliere e tutti i gruppi sanguigni. La vera difficoltà, però, riscontrata dall’Istituto Superiore di Sanità è nel reperimento dei gruppi 0 positivo e negativo, ma anche dei gruppi A e B, che iniziano a diventare introvabili. Così, il direttore generale del Centro Nazionale Sangue ha convocato nei prossimi giorni una riunione urgente: “Ho chiamato le grandi associazioni (Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa) per organizzare una campagna di comunicazione che rilanci la donazione. Nel nostro Paese oggi, ogni donatore dona in media 1,6 volte all’anno. Bisogna alzare quel dato e riportarlo almeno a 2, come in altri paesi europei”.

L’aumento auspicato da Grazzini, ossia un piccolo aumento percentuale sulle circa 46 mila unità donate attualmente ogni settimana, permetterebbe di non dover rimandare gli interventi chirurgici programmati. Infatti, per ogni operazione, si utilizzano a seconda della complessità da 2 a 10 sacche, che potrebbero diventare 20 in alcuni casi eccezionali. Quindi, pur essendo emergenza principale di Emilia e Toscana, non bisogna sottovalutare la questione in nessuna Regione dato che la riserva e disponibilità di sacche scarseggia in tutta Italia, come ribadisce il direttore generale del Centro Nazionale Sangue dell’Istituto superiore di Sanità.

Ma le spine in questo campo riguardano anche altre realtà. Marche e Abruzzo non attraversano un periodo facile, pure in Lombardia ci sono state difficoltà, soprattutto al Niguarda di Milano, dove la complessità dell’attività richiede molto sangue – ha continuato Grazzini - e poi ovviamente c’è il Lazio, storicamente non autosufficiente e ora in crisi ancora più nera perché non trova abbastanza aiuto altrove.

Con un migliaio di unità di sangue a settimana in più già potremmo respirare un po’, il doppio ci permetterebbe di essere sereni”. In fine, il direttore ha rassicurato i cittadini italiani: “Voglio tranquillizzare i cittadini. Di sangue per le operazioni di emergenza ce n’è, quelle non saltano”.



sacche di sangue

Questo è un articolo pubblicato il 10-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 10 luglio 2008 - 1906 letture