counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > POLITICA
comunicato stampa

Chi risolleva l\'Università

2' di lettura
870

Ristabilire l\' organizzazione nelle università, uno dei problemi fondamentali dell\'Italia odierna

La scuola, e in particolare l\'università, è forse l\'emergenza più grave e ormai cronica della situazione italiana.

Un frutto, anche in questo caso, di una autonomia male intesa e soprattutto male applicata.

Il ministro Gelmini ha iniziato ad affrontate questo tema partendo dal reclutamento dei docenti negli Atenei, fissando un obiettivo ambizioso ma pieno di insidie: l\'adozione di criteri basati sull\'assoluta scientificità.

Stabilire una sorta di \"lista di idonei\" a cui le università possano attingere e che tracci un solco definitivo tra chi è davvero adatto a stare in cattedra da chi non lo è rappresenta il punto di partenza per introdurre quel valore per troppo tempo rimasto nel cassetto: il merito.

Soltanto scegliendo i migliori ingegni e premiando le personalità che hanno fornito validi contributi alla comunità scientifica e culturale, si potrà innescare quel meccanismo virtuoso che porti, di conseguenza, a valorizzare le eccellenze anche fra gli studenti.

Il traguardo, sebbene obbligato, è molto arduo e l\'ostacolo è costituito da quei gruppi di potere che imperversano in molti Atenei italiani, e che hanno portato i metodi di scelta dei docenti ad essere basati soltanto sull\'appartenenza a questa o quella lobby, oltre che sulla parentela.

Questa tendenza, ovviamente, si è riversata sugli studenti, che da tempo si ritrovano ad essere la parte lesa, perché più debole, di un ingranaggio clientelare.

Quello che accade è sotto gli occhi di qualsiasi matricola che comincia il proprio cammino universitario: il titolare di cattedra eternamente irreperibile, una burocrazia che intralcia fino a rallentare il percorso di studi.

Per non parlare del proliferare di corsi di laurea - concepiti soltanto ad uso e consumo di professori a caccia di cattedre - che finiscono per sfornare migliaia di disoccupati che possiedono competenze senza nessun collegamento con il mercato del lavoro. Introdurre la cultura del merito all\'università comporterà l\'abbattimento di tutto ciò: un muro divenuto sempre più solido nel corso dei decenni che ha finito per dequalificare l\'intero percorso educativo.

Ma è una sfida necessaria, che questo governo deve saper sostenere, fronteggiando l\'immobilismo reazionario di certe gerarchie accademiche.

La posta in palio è importante - dare ai giovani la possibilità di costruire il proprio futuro - ma tutti i rischi vanno corsi se non si vuole che il ritardo dell\'Italia diventi incolmabile.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 04 luglio 2008 - 870 letture