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comunicato stampa

L\'anconeano Achille Cesarano tenterà il record di altitudine su deltaplano a motore

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Achille Cesarano

Achille Cesarano, pilota civile e istruttore di deltaplano a motore ha collezionato negli ultimi anni della sua carriera straordinarie imprese ed esperienze: con l’arrivo a Capo Nord e la Ancona-Dakar in deltaplano a motore ha realizzato i più lunghi viaggi mai compiuti con questo mezzo da un pilota italiano.

31 Maggio 2008. Per Achille si avvicina il giorno di una nuova sfida. Obiettivo: battere se stesso stabilendo il nuovo primato di quota nazionale in deltaplano a motore toccando i 7.000 metri, un’altezza consentita solo agli aerei a turbina e mai raggiunta in Italia da questo tipo di ultraleggero.


Cesarano, già detentore del record di quota nazionale, stabilito nel marzo del 2006 a 6.000 metri, questa volta vuole raggiungere un’altezza straordinaria per un deltaplano a motore: 7.000 metri sono il limite massimo per un mezzo privo delle sofisticate strumentazioni presenti su un aeroplano e obbligato al “volo a vista” (a una navigazione con riferimenti visibili a terra).


Toccare i 7.000 metri non sarà un’impresa facile neppure per un pilota esperto come Achille.
La struttura del deltaplano sarà sottoposta a violente sollecitazioni dovute ai forti venti in quota che possono superare i 100 chilometri orari; il motore (un rotax 912 a 80 hp) dovrà resistere a un possibile spegnimento dovuto alla perdita di potenza conseguente al calo di ossigeno in alta quota.


Cesarano dovrà affrontare con la massima concentrazione la salita. Sprovvisto di una cabina di pilotaggio protettiva, sarà esposto a temperature che sfioreranno i 40 gradi sottozero e dovrà utilizzare una maschera ad ossigeno collegata ad un impianto del tutto simile a quello dei più evoluti aerei da caccia (il sistema di erogazione, fornito dall’Associazione Arma Aeronautica di Loreto, è automatico ed offre un ottimo standard di sicurezza per il pilota). Per sopportare il freddo intenso, Achille indosserà una speciale tuta prodotta dalla Bailo, azienda di primissimo piano nel campo dell’abbigliamento tecnico sportivo.


L’appuntamento per il record sarà sabato 31 maggio 2008 alle ore 17:00 presso l’ Aviosuperficie del Fermano · Aeroclub diretto da Ilario De Marchi (per informazioni: www.aeroclubdelfermano.it telefono 0734.642004). In caso di maltempo, la prova verrà posticipata al 2 giugno.


Per l’evento sportivo gli organi di controllo aeronautico hanno rilasciato le necessarie autorizzazioni e Achille Cesarano potrà effettuare la prova all’interno di uno speciale spazio aereo, libero dal traffico di linea. Il deltaplano avrà a bordo, oltre ai normali strumenti di controllo motore (indicatori di temperature e pressione) e a una bussola, una radio aeronautica che gli consentirà le comunicazioni, un transponder (strumento che consente alle torri di controllo di stabilire via radar la posizione del mezzo) e un sistema satellitare GPS fornito dalla Star Company.


Riuscire nell’impresa per Achille non è solo motivo di orgoglio personale : “Portare il deltaplano a motore ad una simile altezza significa per me contribuire alla ricerca scientifica testando il comportamento e la resistenza di tutti i materiali in dotazione al mezzo. Inoltre, l’allenamento che seguo durante la preparazione di un’impresa in volo è ogni volta anche un’occasione di studio di ciò che avviene in natura attraverso l’osservazione degli uccelli e di quelle straordinarie capacità che consentono loro di superare condizioni apparentemente irriproducibili per l’uomo. Per portare a termine l’Ancona-Dakar è stata fondamentale per me l’esperienza in volo libero con un gabbiano, ed è a lui che ho voluto intitolare il film-documentario – E Johnny m’insegnò a volare, prodotto dalla SD Cinematografia di Roma per la regia di Massimiliano Sbrolla – che racconta l’avventura dall’Italia al Senegal. Osservare la natura è sempre istruttivo. Gli uccelli, grazie al loro naturale apparato respiratorio, riescono a raggiungere in brevissimo tempo grandi altezze senza soffrire dei problemi dovuti alla mancanza di ossigeno. E per quanto sembri impossibile per l’uomo emularli, sono convinto che si possano sviluppare anche in aria, e in determinate condizioni, particolari tecniche di respirazione ancora non approfondite, che consentano di superare i limiti finora conosciuti”.


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 30 maggio 2008 - 1695 letture