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comunicato stampa

Orciano: i comitati cittadini contro l\'inceneritore di Schieppe

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inceneritore schieppe orciano

La battaglia popolare di cittadini ed amministrazioni locali contro il progettato inceneritore di biomasse Waferzoo srl a Schieppe di Orciano continua, e dà i suoi frutti.

In primis la coscienza sviluppatasi, in oltre due anni di lotta, dei meccanismi abnormi di potere locale e regionale, e dei danni che possono provocare decisioni prese con un’ottica lontana dalle reali esigenze di partecipazione e condivisione delle scelte di governo del territorio e delle fonti di energia. In secondo luogo l’attenzione su Schieppe ha focalizzato il problema della incoerenza tra la osannata politica della sostenibilità, della valorizzazione della vita rurale, della genuinità, e lo strabismo regionale (e locale) nella gestione scriteriata del territorio. Si tratta di incoerenza diffusa e di lunga data, che fa sì che i nostri politici possano partecipare serenamente ad una degustazione di prodotti Doc locali declamando retorici panorami e valori rurali ...e poi autorizzare impianti nocivi in aree industriali all’interno di Zone a protezione speciale (ZPS) senza il rispetto di alcun criterio paesaggistico ed in deroga alle norme, sempre, ovviamente, col sorriso sulle labbra, o sotto i baffi. “E’ sempre stato così”, si giustificano spensierati più di Paris Hilton.

Lo dice addirittura lo studio Ag&P, che ha redatto il nuovo progetto di “mitigazione” del progettato inceneritore di biomasse in questo momento all’esame della Soprintendenza: finora a Schieppe le attività presenti si sono caratterizzate per la “...gestione incontrollata delle loro aree di pertinenza, in particolare i depositi di materiali ferrosi, raccolti in alti cumuli e l’ingombro di vasti capannoni, realizzabili prevalentemente in pannelli prefabbricati di calcestruzzo, senza alcun intervento di mitigazione ambientale...” ...ovviamente lo studio Ag&P sottolinea ciò sperando che possa servire in qualche modo a giustificare l’ingiustificabile intervento edilizio pro-inceneritore, per la mitigazione del quale essi sono stati incaricati dalla ditta Waferzoo. La loro azzardata teoria è che il malgoverno della zona debba essere definitivamente sancito e benedetto dall’intervento edilizio Waferzoo, la cui nuova struttura però, essendo stato “mitigata” visivamente può diventare “esempio” per gli altri imprenditori.

Ma lo studio AG&P continua a darci ragione anche nel capitolo “Per un paesaggio di qualità”: “La recente ratifica da parte dello Stato Italiano alla Convenzione Europea del Paesaggio è indubbiamente la risposta politica alla domanda sociale di diffusione di qualità del paesaggio, giacché è riconosciuto che un paesaggio di qualità è un elemento motore dello sviluppo economico e turistico. Il crescente bisogno del senso di appartenenza sviluppa giuste apprensioni nei confronti di interventi che possono mettere in crisi antichi equilibri, fatti di lavoro, energia, natura e sfocianti in esperienze di alto livello culturale. Il concetto fondamentale della convenzione è che ogni luogo deve essere considerato un paesaggio da valorizzare”. 

In magenta è evidenziata l’area di intervento del progetto Waferzoo, direttamente insistente su Rio Vergineto che sfocia nel fiume Metauro. Riguardo Schieppe di Orciano, sita a lato di una delle più belle anse del Metauro, Zona della memoria storica (La Battaglia del Metauro), sito di interesse comunitario (SIC) e ZPS, vicinissima al punto di presa per l’acqua potabile di mezza provincia, il caso Waferzoo srl è servito a smascherare interessi ed evidenziare mancanze, “sviste” che avrebbero potuto causare il degrado irreparabile della zona ad area industriale sulla quale dirottare industrie nocive. Non a caso solo un anno fa un funzionario regionale confidava a noi e all’Assessore all’urbanistica di Orciano di Pesaro che “le chiacchiere” davano per certa la costruzione nella zona DS6 di Schieppe anche di “una galvanica” e di “un impianto di bitumi”. Può servire a molto l’indignazione dei cittadini per il mancato rispetto delle regole e per l’incoerenza di politici ed amministratori: questi ultimi possono finalmente capire che amministrare non significa giocare a Monopoli, e che i cittadini sono stanchi di vedersi chiedere incredibili balzelli e censurare la pur minima infrazione di leggi e regolamenti, mentre pochi metri più in là si derogano bellamente criteri essenziali di programmazione urbanistica e si mette a repentaglio la salute e la tranquillità degli abitanti. E il recente Piano di zonizzazione acustica varato dal Comune di Orciano dimostra come giocare con le “carte” sia fonte di pre-giudizio: si passa da zone ad alto inquinamento acustico a zone di rispetto in una sola linea, come per magia e come se ciò fosse realizzabile nella realtà. Prodigi da “bacchetta magica”.

Così, anche i progettisti Waferzoo S.r.l. cercano di destreggiarsi tra “macchia di mascheramento”, “piantumazioni-barriera”, “vegetazione sui corpi degli edifici” e “terrazzo verde” sul quale a loro dire i visitatori (forse coi tappi alle orecchie visti i 45/75 decibel dell’impianto) dovrebbero osservare il paesaggio circostante e verificare le meraviglie di tonnellate di biomassa proveniente da tutte le Marche, incenerita per produrre energia elettrica (pagata a Waferzoo S.r.l.) e calore e fumi dispersi in aria (comprese particelle e diossina, che ricadrebbero anche sui terreni e sulle colture e peggiorerebbero drasticamente la qualità dell’aria).  Elaborato di AG&P per Waferzoo srl: il progetto senza mitigazione paesaggistica. Una camera (a gas?) con vista: come se il mondo girasse attorno a Waferzoo!!! Senza considerare invece che la centrale, ad esempio, verrebbe a trovarsi lungo la linea visuale di chi dal Belvedere Churchill di Montemaggiore al Metauro, osserva la gola del Furlo, e altererebbe la percezione della valle del Metauro da parte di colui che, dalla Rocca di Sant’Ippolito, si soffermasse a scrutare il mare Adriatico e la costa fanese, o ancora del turista che dalla Strada Provinciale Mombaroccese e dalla Villa al Balì si volgesse a contemplare il Panorama offerto dalla zona del Monte Dando. Per far capire meglio la portata del problema basta considerare le altezze del nuovo impianto (quota imposta 0.00, copertura edificio D +27.00 metri, nuovi camini + 32 metri, parti impiantistiche + 30 metri) che svetta - ricoperta verde o no! - insieme allo stabilimento esistente ed è visibile ovunque. Si tratterebbe di uno dei più grandi “sepolcri imbiancati” delle nostre vallate (un totale di 95mila metri quadri, dei quali solo 23mila già occupati). E’ il caso di ricordare tutti i soldi spesi dagli imprenditori, e quelli investiti dalla collettività locale, per garantire alla vallata un futuro di produzioni biologiche, di agriturismo, di turismo rurale: solo il sito della Comunità montana del Metauro conta circa 58 agriturismi e 59 attività di produzione di formaggi, olio, carni, pasta, vino. Sono queste le forze vive e veramente radicate sul territorio. L’autenticità dei cibi e l’armonia con i luoghi nei quali si producono è l’unico valore, di pregio inestimabile, che mai nessun altro paese potrà copiarci e sul quale non si deve frodare. Il futuro dell’Italia è legato alla capacità di difendere lo stile e l’armonia di tutte quelle componenti (paesaggio, manualità, tradizione gastronomica, senso dell’ospitalità...) che danno un risultato originale. Ma occorre scegliere tra capra e cavoli, tra sostenibilità e guadagni facili.

Vale la pena, anche nel caso della produzione di energia, di insistere affinché siano le comunità locali stesse (amministrazioni comunali, provincia, associazioni) ad analizzare i bisogni e a scegliere le soluzioni che danno più garanzie (già molti Comuni hanno inaugurato parchi solari a partecipazione pubblica, e molte aziende agrarie e attività producono in proprio energia da potature e cippato di legna, senza disperdere calore, a km zero, accorpando caldaie e risparmiando in Co2). Dire NO a certe ambigue soluzioni, come la centrale Waferzoo S.r.l., non significa quindi essere miopi o fare “ambientalismo del NO”, significa contribuire all’indirizzamento verso scelte più coerenti, meno nocive. Riguardo il progetto Waferzoo srl, l’Istituto Nazionale per la ricerca sul Cancro di Genova IST interpellato dal Comune di Montemaggiore al Metauro ha di recente sottolineato, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, come “una emissione di 10 programmi di diossine (espresse come tossicità equivalente alla TCDD) per normal metro cubo, da parte della centrale a biomasse, pur rispettosa degli attuali limiti di legge, comporti l\'emissione giornaliera di 50,4 milioni di picogrammi di diossine, la cui potenziale pericolosità si può desumere calcolando che tale quantità corrisponde alla dose giornaliera ritenuta attualmente tollerabile per oltre 300.000 soggetti adulti”. L\'inquinamento ambientale indotto dall\'impianto a biomasse di Schieppe ad Orciano, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti, peggiora l\'attuale qualità dell\'aria con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini (PM10) ed ultra fini (PM2,5) e peggiora anche la qualità del suolo, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e probabilmente di metalli pesanti.” 

Il progetto con simulazione di mitigazione paesaggistica. E’ evidente che l’inquinamento ambientale ed il peggioramento della qualità dell’aria e del suolo determinano alterazione e compromissione dei valori paesaggistici e naturalistici, con grave pregiudizio non solo per la salute pubblica ma anche per l’attività di tutti coloro che, operando nel settore dell’agriturismo e della produzione alimentare di qualità, rappresentano il fiore all’occhiello delle colline del Metauro.


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 26 maggio 2008 - 967 letture