Dichiarazioni dell\'assessore Giaccaglia al convegno \'Fashion Marche\'

gianni giaccaglia 4' di lettura 24/05/2008 - Fashion Marche vuol essere un tributo al saper fare, al saper intraprendere, meglio ancora al saper far squadra che appunto sta premiando i nostri imprenditori.

In collaborazione con Confindustria Marche, CNA e CGIA Marche ed il Comune di Ancona, grazie al contributo di Banca Marche e grazie alla disponibilità della Pinacoteca di Ancona, del Museo della calzatura di Porto S. Elpidio e del Museo del cappello di Montappone, la Regione ha infatti avvertito l\'esigenza di offrire un piccolo ma significativo spaccato su di una realtà estremamente composita. Fashion Marche , ideata e curata a dovere da Clelia Traini, nasce quindi all\'insegna del made in Marche e lo fa dentro le suggestioni di Palazzo Bosdari, che il Comune di Ancona con grande sensibilità ci ha messo a disposizione, proprio a rimarcare il fatto che tessuti, vestiti, scarpe, borse e cappelli di qualità hanno piena dignità museale in quanto espressione di una cultura non effimera, senza limiti di spazio né di tempo.


E, tanto per fare un esempio davvero calzante sotto ogni aspetto, la presenza di quei veri e propri oggetti d\'arte firmati Silvano Lattanzi dimostra quanto questi prodotti abbiano appunto tale connotazione.


Oggi a Palazzo Bosdari portiamo dunque una parte del bello e del ben fatto made in Marche, di quello fatto davvero nelle Marche e non in qualche lontana catena di montaggio cinese, ma portiamo anche al centro del dibattito i problemi che pur ci sono e che in qualche modo condizionano la crescita di questi settori trainanti per l\'economia della Regione e del Paese.


Voglio infatti ricordare che il nostro tessuto produttivo ha risentito e risente tuttora della concorrenza che ci arriva dall\'Asia con interi comparti produttivi che debbono reinterpretare il loro stare sul mercato e debbono riposizionarsi in maniera diversa per salvaguardare gli stessi livelli occupazionali. Da qui l\'esigenza di una corretta ed equilibrata concertazione, da qui il bisogno di puntare sui distretti ma più ancora di puntare su di una maggiore qualità dei nostri prodotti, sull\'innovazione tecnologica, spingendo proprio su quelle che sono le peculiarità oggettive delle nostre aziende.


Tanto per capirci, negli ultimi anni la filiera del tessile abbigliamento in Italia ha perso circa 93.000 posti di lavoro e oltre 13.600 aziende hanno cessato la loro attività. Dentro questa realtà si muovono le aziende marchigiane. In proposito, l\'andamento dell\'attività produttiva del settore tessile abbigliamento nelle Marche con le circa 2 mila e 400 aziende( attive al 31 dicembre 2007 - fonte Unioncamere e Movimprese) è risultato in linea con quello nazionale: nella media del 2007 la produzione ha mostrato una crescita del 3,1% rispetto al 2006. L\'attività commerciale ha mostrato un andamento positivo sia sul mercato estero che, soprattutto, sull\'interno: le vendite sul mercato interno hanno chiuso il 2007 con una crescita del 4,2% rispetto all\'anno precedente mentre le vendite sull\'estero hanno registrato un incremento del 2,8%.


Anche il panorama dell\'industria calzaturiera italiana secondo l\'Anci, è risultato nel 2007 meno penalizzante rispetto al periodo di stretta negativa che lo aveva contraddistinto negli ultimi anni. Nelle Marche il trend è stato per fortuna diverso. Da noi il settore, che conta più di 4 mila e 500 aziende (attive al 31 dicembre 2007 - fonte Unioncamere e Movimprese) , anche nel 2007 ha mostrato una migliore capacità di reazione alle pressioni competitive che hanno caratterizzato questi ultimi anni: nella media dell\'anno, infatti, i livelli produttivi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2006 (-0,2%).


Alla tenuta dei livelli produttivi delle imprese regionali ha contribuito la dinamica positiva registrata dalle vendite sul mercato interno (+2,5%) mentre in flessione è apparsa l\'attività commerciale sui mercati esteri (-3,4%). Stabili i livelli occupazionali.


E\' comunque la qualità dei prodotti che ci ha tenuto e ci tiene a galla. E\' comunque la qualità dei prodotti che ci ha tenuto e ci tiene a galla. Oggi occorre però mettere in atto una strategia di attacco, basata essenzialmente su innovazione e qualità. I segnali di incoraggiamento non mancano: se guardiamo al distretto fermano - maceratese della calzatura, si nota un certo dinamismo frutto del riposizionamento di mercato delle imprese più consolidate.


E\' su questo versante che l\'attività della Regione è stata e sarà intensa. La nostra azione è infatti finalizzata a garantire la continuità a quelle iniziative già avviate e considerate strategiche per la competitività del sistema Marche. Abbiamo anche lavorato per sostenere in maniera ancor più incisiva tutti quegli interventi diretti a rilanciare i settori maggiormente in difficoltà e quelli emergenti. E\' già operativo il nuovo Piano per le Attività produttive e stiamo sviluppando un piano specifico per la ricerca e l\'innovazione.


Un lavoro importante lo si sta anche conducendo per realizzare una rete integrata fra le imprese e le strutture operanti per il trasferimento tecnologico e la ricerca aprendo spazi di collaborazione importanti con le Università e i centri di ricerca. Altro presidio irrinunciabile del nostro agire, cogliere le opportunità offerte alle piccole medie imprese ed all\'intero sistema regionale, dai programmi quadro comunitari sulla ricerca, puntando appunto sui distretti tecnologici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 24 maggio 2008 - 754 letture

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