Energia e fonti rinnovabili al forum PA

energia 3' di lettura 16/05/2008 - \"Per dare un impulso decisivo alle fonti rinnovabili non è sufficiente una semplice ripartizione degli obiettivi tra le regioni; questo può essere solo un buon punto di partenza su cui sia le amministrazioni regionali, che il Ministero dello Sviluppo Economico, con l\'ausilio dell\'ENEA, stanno già lavorando a una prima fase ricognitiva\".

Lo ha sostenuto l\'assessore regionale all\'Energia, Gianni Giaccaglia, al convegno organizzato dal Gruppo Italia Energia \"Obiettivo 20-20-20, ruolo delle regioni e degli enti locali\" nella giornata conclusiva del Forum PA. Il convegno aveva lo scopo di verificare, attraverso il confronto tra professionisti del settore e vertici istituzionali, lo stato dell\'arte nel processo in cui l\'Italia è impegnata, con gli altri Paesi europei, a raggiungere, entro il 2020, gli obiettivi di 20% di fonti rinnovabili, 20% di risparmio energetico e 20% riduzione CO2.


L\'ultima legge finanziaria ha, infatti, deciso di avviare un processo concordato per attribuire a ciascuna regione i propri obiettivi, in modo che sommandoli, il Paese possa mantenere i propri. In questa prima fase, oltre a verificare la capacità produttiva degli impianti esistenti e di quelli in corso di realizzazione (o in corso di autorizzazione), si dovrà valutare il potenziale residuo che ogni regione offre, tenuto anche conto dei Piani energetici regionali e degli obiettivi già prefissati dalle singole regioni.


Le amministrazioni regionali, anche se devono ancora essere formalmente coinvolte nella ripartizione degli obiettivi, faranno sicuramente la loro parte, in sinergia con una azione generalizzata con il governo centrale e con le amministrazioni locali. Accanto al cosiddetto \"burden sharing\", cioè alla divisione degli obblighi, al centro del dibattito sulla strategia di riduzione delle emissioni serra, a livello europeo, Gianni Giaccaglia - a cui era affidato il compito di illustrare il ruolo delle Regioni italiane nel convegno nazionale - ha affermato che sarà necessario mettere in atto altre misure di carattere ambientale per consentire un corretto inserimento degli impianti nel territorio.


L\'attuale sistema di incentivazione tramite i certificati verdi, la cui durata è stata estesa a 15 anni proprio con la finanziaria 2008, consente una buona redditività degli impianti che utilizzano le fonti rinnovabili, peraltro accentuata dal prezzo base dell\'energia anch\'esso elevato. Il problema dello sviluppo delle fonti rinnovabili - ha proseguito Giaccaglia - non sembra quindi legato a una questione di incentivi, ma piuttosto alla difficoltà di ubicare gli impianti sul territorio, spesso derivata da numerosi vincoli territoriali ed eccessivi localismi.


Tra le varie fonti, l\'eolico è senz\'altro il settore con maggiore possibilità di incremento, ma proprio per questi impianti si incontrano le più grandi difficoltà, compreso il divieto di realizzarli nelle aree di protezione speciale, note come ZPS. Secondo Giaccaglia occorre dare \"un incremento sostanziale alla diffusione di impianti eolici che, per quanto presentino un deciso impatto visivo, risultano senz\'altro i meno inquinanti, essendo privi di emissioni gassose, di emissioni elettromagnetiche e con bassissimo inquinamento acustico.


Sul tema dei biocarburanti, Giaccaglia ritiene che sia \"d\'obbligo un momento di riflessione, specie nell\'uso di cereali o comunque di altre colture agricole dedicate che, in ogni caso, vanno a incidere su un mercato ormai globale di prodotti agricoli necessari per l\'alimentazione dell\'intera umanità. D\'altra parte non appare neanche sensato trasportare a grande distanza prodotti vegetali, con conseguenti consumi di energia fossile per il trasporto, solo per dimostrare che un paese produce una quota di energia da fonte rinnovabile. Sulla situazione delle Marche, che secondo recenti dati ENEA sono tra le quattro regioni meno inquinanti, insieme a Umbria, Abruzzo e Molise con emissioni inferiori a 10 MtCo2, Giaccaglia ha sostenuto che \"attualmente siamo piuttosto lontani dal valore del 25% che si vorrebbe raggiungere; la produzione al 31/12/06 copre infatti circa il 6 % dei consumi; a fronte di tale situazione c\'è però da segnalare che sono stati presentati numerosi progetti dalle aziende di settore che, se realizzati, darebbero un incremento sostanziale all\'attuale livello produttivo, consentendo di raggiungere una percentuale intorno al 13 %\".


Al convegno ha partecipato anche il vicepresidente nazionale e responsabile Energia dell\'UPI (Unione delle Province d\'Italia) Massimo Rossi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 16 maggio 2008 - 841 letture

In questo articolo si parla di regione marche, energia, politica





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