Macerata: la Coldiretti preoccupata per i recenti incidenti

coldiretti 2' di lettura 14/05/2008 - “L’incidente nel quale un giovane calciatore del Castelraimondo è rimasto ferito a causa di un daino è solo l’ultimo episodio di un’emergenza sicurezza che nell\'ultimo anno ha visto 254 sinistri provocati nella nostra provincia dagli animali selvatici”. A denunciarlo è la Coldiretti Macerata, sottolineando che, sempre lo scorso anno, i risarcimenti danni erogati dalla Regione Marche agli automobilisti sono balzati alla cifra record di tre milioni di euro.

“Mi chiedo se dovremo aspettare fatti più gravi perché chi di dovere metta finalmente mano a un problema di estrema pericolosità, sia per i cittadini che per le imprese agricole di questo territorio – attacca il direttore di Coldiretti Macerata, Gabriel Battistelli -. Vista l’incapacità di arrestare la proliferazione degli animali selvatici, gli incidenti stradali sono decuplicati nel giro di dieci anni. Oltre la metà sono causati dai cinghiali (151), seguiti da caprioli, istrici e daini. E a ciò si aggiungono i danni gravissimi arrecati alle imprese agricole e all’ambiente”. I cinghiali ormai spadroneggiano sia tra i monti che sulle colline, devastando le colture e paralizzando le attività di molte aziende. Gli Atc, Ambiti territoriali di caccia, hanno liquidato nel 2007 quasi un milione di euro di risarcimenti alle aziende marchigiane. “Soldi che arrivano spesso in ritardo e coprono meno delle metà del danno del danno economico effettivo visto anche che i parametri non sono adeguati ai valori di mercato.

Tanto per fare un esempio se un branco di cinghiali devasta un campo di grano, il valore del danno viene calcolato sulla base del prezzo del grano di due anni fa – sottolinea il presidente di Coldiretti Macerata, Luciano Fuselli -. Le imprese maceratesi non vogliono discutere di risarcimenti ma semplicemente non vogliono il danno. Non è possibile impostare un percorso imprenditoriale sapendo che da un momento all’altro le colture possono essere devastate senza poterci fare nulla. E non dimentichiamo che la proliferazione incontrollata di cinghiali e altre specie causa gravi danni anche all’ecosistema”. Occorre un patto tra cittadini, imprenditori e istituzioni che permetta di effettuare un serio e costante monitoraggio degli animali selvatici e di uniformare i regolamenti della caccia al cinghiale su tutto il territorio per garantire il necessario riequilibro del numero degli ungulati e una sostenibilità territoriale attraverso mirate azioni di prevenzione e contenimento della specie.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 14 maggio 2008 - 1068 letture

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