Spacca a Roma con i nuovi parlamentari marchigiani

spacca 4' di lettura 07/05/2008 - Allacciare rapporti proficui con il nuovo governo nazionale, per completare gli interventi avviati con il precedente esecutivo. Le Marche devono mettere in campo un gioco di squadra per sostenere lo sviluppo economico e la coesione sociale della regione. Con questo obiettivo il presidente della Giunta regionale, Gian Mario Spacca, ha incontrato, a Roma, i parlamentari marchigiani eletti nel nuovo parlamento.

Sono intervenuti gli onorevoli Remigio Ceroni, Carlo Ciccioli, Oriano Giovanelli, Giorgio La Malfa, Maria Paola Merloni, Massimo Vannucci, Lapo Pistelli, Luciano Agostini, Maria Letizia De Torre, Mario Cavallaro, Amedeo Ciccanti, David Favia, Ignazio Abrignani, Luca Rodolfo Paolini, Silvana Amati, Mario Baldassarri, Fabrizio Morri, Francesco Casoli Marina Magistrelli, Giorgio Tonini, Salvatore Piscitelli, Luciana Sbarbati.


Gli onorevoli hanno espresso un \"consenso generale\" all\'iniziativa, auspicando un confronto continua con analoghe iniziative periodiche. Erano presenti anche gli assessori regionali Gianni Giaccaglia e Loredana Pistelli. \"Un incontro utile e ispirato a un clima di massima collaborazione - ha commentato Spacca - che è servito per focalizzare le questioni aperte e coordinare gli interventi dei prossimi mesi. Attraverso un confronto costruttivo con il Parlamento e il Governo nazionale intendiamo consolidare i buoni risultati conseguiti con il precedente esecutivo nella programmazione delle opere destinate alle Marche\". Spacca ha ricordato i passi avanti compiuti, in particolare sul fronte delle infrastrutture. Si è sbloccata l\'uscita del Porto di Ancona e la strozzatura della Galleria di Cattolica. Ma anche l\'allargamento dell\'A/14 e la Quadrilatero.


Un ruolo sempre più strategico sta assumendo, poi, la piattaforma logistica porto di Ancona, Aeroporto delle Marche e Interporto, divenuta strategica per tutta la regione. Il tema delle infrastrutture va, dunque, subito ripreso, considerando quelle che il passato governo ha riconosciuto come priorità, a cominciare dal project financing per la Fano-Grosseto, dalla complanare Pesaro-Fano, dalla Mezzina e Salaria, dal raddoppio della Falconara-Orte.


Vanno affrontate celermente, inoltre, altre questioni, come le risorse per le aree di confine, il fondo per la provincia di Fermo e, naturalmente, il completamento della ricostruzione e gli aiuti necessari per far decollare l\'Agenzia della Terza età, ora che esiste un accordo di massima sulla localizzazione e una accresciuta sensibilità degli enti locali. Spacca ha comunque messo al centro del suo intervento il tema del federalismo, che è nell\'Agenda del Governo e sostenuto in maniera bipartisan. \"È un tema da rilanciare con decisione e diversi sono i motivi - ha detto Spacca - Il radicamento territoriale ha rappresentato una dimensione significativa della campagna elettorale conclusa da poco: la sussidiarità, l\'autonomia decisionale locale, sono valori che fanno sempre più parte del sentire comune dei cittadini. Inoltre, non è più rinviabile il superamento di un assetto come quello attuale, in cui si scambia per federalismo una sommatoria di addizionali e tributi dei diversi livelli di governo.\"


\"Una aberrazione - l\'ha chiamata Spacca - che finisce per creare confusione nell\'opinione pubblica, senza responsabilizzare i cittadini e creare quel senso di appartenenza a cui dovrebbe anche puntare il federalismo fiscale\". Spacca ha detto che il federalismo, così concepito, \"è un sistema, purtroppo, messo in essere dallo stesso Titolo V della Costituzione, che va rivisto, non solo per evitare gli inutili e costosi contenziosi, ma anche per arrivare a una semplificazione\". Bisogna pensare a un sistema che salvaguardi l\'equità e l\'unità del sistema-Paese, oltre che l\'elemento della solidarietà, perché bisogna evitare che il Paese marci a due velocità. \"Quello che cerchiamo di fare, nella nostra regione, deve essere valido anche per il Paese: avere un territorio, come il Piceno, che avanza a una marcia ridotta, non aiuta le Marche. Ugualmente, non possiamo lasciare il Sud a se stesso, perché è tutto il sistema che ne risentirebbe. Questo significa che è necessario prevedere un fondo di perequazione nazionale che sostenga adeguatamente le aree più arretrate del Paese. Ma, certo, quello che va evitato, è che si consolidi un meccanismo che riduce il potere di acquisto del cittadino, perché ci sono livelli diversi che intervengono con tassazione diverse: dalle addizionali di IRPEF e IRAP, alle varie tasse come rifiuti ed altri prelievi locali\".


Altri temi affondati, durante l\'incontro con i parlamentari, sono stati quelli della ricostruzione post terremoto (completamento del piano finanziario degli interventi), l\'avvio e il sostegno delle attività dell\'Agenzia per la terza età, la regolarizzazione delle partite finanziarie relative ai crediti della Regione verso lo Stato (576 milioni di euro da definire), la questione delle accise da riconoscere al Comune di Falconara (in attuazione dell\'art. 113 della Finanziaria 2001, che prevede la compartecipazione dei Comuni, sedi di impianti di raffinazione, ai tributi erariali con finalità ambientali. Diciassette comuni italiani possono già ricorrere a questo aiuto), il problema delle aree di confine (con la previsione di fondi speciali per i relativi progetti territoriali), la nuova Provincia di Fermo (anche per la quale si auspica l\'individuazione di un fondo speciale per la sua realizzazione).







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 07 maggio 2008 - 883 letture

In questo articolo si parla di regione marche, politica





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