Le categorie produttive: senza comunità montane saremo tutti più poveri

paesaggio appennino 4' di lettura 01/05/2008 -

In attesa delle proposte da parte della Regione Marche, Bolognini (Legacoop) e Lavagnoli (CIA) sono favorevoli alla riforma Uncem

La presidente della Provincia di Ancona, Casagrande: \"Il sistema delle autonome locali deve sostenere le ragioni delle Comunità\"

Da oggi è online il sito www.uncem-marche.it. Il costo? Nessuno, è stato realizzato con i fondi Ue



Una cosa è chiara nella poco limpida questione della riforma regionale delle Comunità montane: senza la dovuta attenzione al merito, lasciandosi andare alla sommaria voglia di tagli a casaccio, finirà che a rimetterci davvero saranno i cittadini, soprattutto quelli che lavorano e che hanno una famiglia cui pensare. E\' questo il quadro (non rassicurante) che esce dall\'incontro tenutosi mercoledì mattina nella sede Uncem di Ancona con i rappresentanti regionali delle categorie produttive. Un momento di riflessione condivisa con quelle realtà economiche ed imprenditoriali che subiranno direttamente i contraccolpi del taglio alle Comunità.




Le istituzioni regionali ancora non hanno presentato il loro progetto di riforma dell\'ente nonostante il rapido avvicinarsi della scadenza, cioè il mese di giugno. Qualcuno ha rilasciato dichiarazioni ai giornali ipotizzando drastiche riduzioni: non nella forma ma nella sostanza. \"A noi interessa poco che si continui a conservare l\'involucro esterno delle Comunità se vengono sottratte le attribuzioni e le competenze reali - ha spiegato Maria Assunta Paci, presidente dell\'Uncem Marche -. E purtroppo questo è il rischio peggiore, vendere ai cittadini l\'idea che si possa portare avanti questi enti locali trasformandoli in soggetti \'leggeri\', che amministrano sostanzialmente solo i servizi rinunciando agli altri scopi comunitari, quelli che, al contrario, sono davvero fondamentali sul lungo periodo per lo sviluppo armonico del territorio. La Comunità è il soggetto giuridico indispensabile per curare in modo adeguato gli interessi delle aree periferiche, isolate, con difficoltà di ogni genere. Eliminare (o svuotare) questa struttura per ottenere un ridicolo risparmio economico è un\'operazione assolutamente miope e assai dannosa per tutte le Marche, coste comprese\".



Preoccupati e solidali i rappresentanti dell\'agricoltura, dell\'artigianato, dei servizi e della piccola industria, stupiti soprattutto di scoprire che il costo degli amministratori nell\'intero bilancio delle Comunità sia davvero bassissimo, intorno al 3%. Quindi perché buttare all\'aria un ente i cui conti sono sempre stati in regola e il cui management consuma così poco? \"Perchè site capitati nel mirino - spiega Teodoro Bolognini della Legacoop Marche - e nessuno ha riflettuto sul fatto che in realtà la buona politica non è quella che costa poco ma quella che soddisfa davvero le esigenze dei cittadini. Le Cm sono enti territorali fortissimi e devono restare tali. Oltretutto trovandosi a gestire settori oggi strategici come l\'ambiente, le risorse naturali (energie rinnovabili in primis), i rapporti diretti con le piccole e medie imprese. Per questo appoggiamo in pieno la proposta Uncem di riordino sperando la Regione voglia seriamente considerarla\".



Sulla stessa linea Nevio Lavagnoli, presidente della CIA: \"Per l\'agricoltura la faccenda è ancora più chiara, noi chiediamo che le Cm continuino a lavorare ottenendo anzi maggiori competenze direttamente dalla Regione. La delega delle funzioni va fatta in modo chiaro, senza sovrapposizioni, premiando l\'ente più adatto a gestire un determinato ambito\".



Una proposta dalla presidente della Provincia Patrizia Casagrande: \"Non si può fare la lotteria dei tagli, oggi a me domani a te. Così si distrugge la governabilità e la democrazia. Certo gli sprechi devono essere un ricordo, ma è assolutamente miope eliminare i soggetti dell\'amministrazione pensando che il sistema possa comunque reggere, e anzi essere più competitivo. La questione va affrontata seriamente e per questo propongo che le Province affianchino l\'Uncem nel chiedere alla Regione un incontro di chiarimento. Il tempo è poco, ma non possiamo davvero buttare via tanto lavoro e tanta ricchezza per dar soddisfazione sommaria all\'antipolitica. Chi governa ha la responsabilità delle scelte, non può assecondare le richieste demagogiche\".



Da oggi, l\'Uncem Marche ha un proprio sito www.uncem-marche.it che coordina quelli delle singole comunità: \"Uno strumento necessario - conclude la Paci - e che non è costato nulla ai cittadini: l\'abbiamo realizzato con i fondi europei\".


Ufficio stampa Uncem Marche






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 02 maggio 2008 - 1136 letture

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