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Civitanova: intervista a Davide Devoti, il chitarrista di Vasco

davide devoti 1 4' di lettura 28/04/2008 - Prima della sua esibizione, l\'altro giorno al Gioia di Civitanova, il grande chitarrista ha fatto tappa nel famoso agriturismo Fonterossa, di Sant\'Elpidio a Mare

Una personalità molto spontanea e alla mano, esuberante, veloce nel pensare e, ahinoi, che per l\'occasione non eravamo dotati di registratore, anche nel parlare; parole a raffica e a turbini, proprio come le sue dita che corrono lungo le corde delle sue chitarre acustiche e elettriche.


Musicista molto conosciuto in Italia, citato tra i nomi dei maggiori chitarristi italiani, e che ha suonato con e per importantissime firme del panorama musicale italiano e internazionale, da Vasco Rossi a Willy DeVille, da Elvis Costello a Venditti e De Gregori , fino alle divertenti partecipazioni nei programmi televisivi Tunnel e Avanzi condotti da Serena Dandini, di cui rimangono memorabili alcune jam session giocate in duetto con Maurizio Crozza come cantante.


Davide a cosa dobbiamo la tua visita qui nel fermano?

\"In primis al fatto che qui son bone le fettuccine!” ride di gusto Davide sempre pronto alla battuta e allo scherzo . “No bè, al di là della splendida accoglienza qui a Fonterossa, che però sono dei pazzi qui i Perini (si rivolge ai proprietari dell\'agriturismo) che mi vogliono fare morire dal mangiare! sono venuto per suonare, ovviamente, al Gioia di Civitanova che mi ha invitato per una serata.\"


Cosa suonerai ?

“In vista del prossimo concerto di Vasco Rossi ad Ancona, a metà giugno, faremo una serata chiamata ”Aspettando Vasco”; oltre alle sue più belle canzoni eseguiamo altri brani rock e soul , che poi sono i generi che amo di più. Anche se ho mollato molto il rock delle schitarrate, delle scale meccaniche e dei virtuosismi obbligatori. Sono cambiato come uomo e come musicista nel corso degli anni. Quello che amo, al di là del tipo di musica, è che ci sia “feeling” , cuore da mettere dentro alle corde; mi piace tutta la musica purchè ci sia questo”.


Ci colpisce la carica di simpatia e la disponibilità di questo artista che si concede senza alcun divismo, senza sottrarsi a nessuna foto e a nessun autografo.


Davide raccontaci dei tuoi inizi. “E\' stato facile per me diventare musicista, a casa mia tutti suonavano, tutti, da mio padre a mia sorella più piccola. Io ho solo assecondato un dono naturale che avevo. La mia formazione musicale è stata completamente anglosassone; io stesso ho avuto i miei primi successi quando suonavo in un gruppo punk che allora andava per la maggiore negli States, e fu un\'esperienza molto importante e formativa. Pensa te che una volta in attesa che ci esibissimo noi ci fecero da band di intrattenimento addirittura i Guns \'N Roses, chi l\'avrebbe mai detto, allora erano agli inizi!”


E quand\'è che hai incontrato Vasco nel tuo cammino?

“Fu qualche anno dopo e ti dirò che ero talmente fissato con la musica punk inglese che non lo conoscevo neanche granchè il Vasco. Poi incontrandolo e lavorandoci insieme rimasi molto impressionato; un grande talento. Devo dire però che mi piace di più il vecchio Vasco, quando era più giovane e ribelle. Una volta gli ho anche detto: smetti per tempo come ha fatto Battisti, quando sei al top, ma non so se mi comprese”.


Quali sono i tuoi progetti ?

Porto avanti come autore alcuni lavori ed ho collaborato con Simone Bertolotti nella produzione di un pezzo presente nell\'ultimo disco di Eros Ramazzotti. Ciò che più desidero però è riuscire sempre a mantenere nella musica la mia libertà espressiva.


Questo è Davide Devoti, un personaggio poco interessato alle logiche del successo commerciale, un puro possiamo dire, artisticamente e umanamente, intento soprattutto a continuare ad esprimere il suo modo di fare musica.









Questa è un'intervista pubblicata il 28-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 28 aprile 2008 - 8583 letture

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