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Un\'indagine per prevenire il rischioidrogeologico

frana 4' di lettura 25/04/2008 - Le Marche sono una regione il cui territorio è particolarmente vulnerabile, a causa della conformazione geologica e geomorfologia ma anche per le ripercussioni degli insediamenti e le infrastrutture.

Prevedere e prevenire scenari di rischio idrogeologico diventa allora una priorità”. Così ha aperto il suo intervento l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Gianluca Carrabs, questa mattina al Teatro Comunale di Sirolo, in occasione della presentazione dell’Indagine sui rapporti esistenti tra uso del suolo e rischio idrogeologico in rapporto all’ambiente fisico. Il volume contiene i risultati di uno studio che fa capo a un progetto della Regione Marche, svolto in collaborazione con l’Università degli studi di Urbino. Le conoscenze derivate dall’indagine contribuiscono ad accrescere il patrimonio scientifico a supporto delle attività di Protezione civile.

Le frane rappresentano un fenomeno molto diffuso, spesso causa di ingenti danni sull’intera regione al patrimonio socio-economico, ambientale e culturale. In particolare, dall’Inventario dei fenomeni franosi in Italia, è emerso che il rapporto tra la superficie complessiva in frana e la superficie delle aree collinari e montane pone le Marche al terzo posto nella graduatoria dei territori a più elevata instabilità. “E’ noto – ha detto Carrabs – che i costi per il risanamento a seguito di eventi calamitosi superano di gran lunga quelli della previsione e prevenzione”.




L’assessorato regionale alla Difesa del suolo e della costa ha sviluppato in questi anni una serie di iniziative, sia con gli enti locali che con il Ministero dell’Ambiente, per condividere un percorso finalizzato all’individuazione di criteri e metodologie progettuali in grado di mitigare il rischio da frana e da esondazione. Azioni che hanno permesso di disporre di finanziamenti complessivi di quasi 34 milioni di euro, circa il doppio di quanto assegnato in precedenza. L\'’indagine presentata costituisce un passo ulteriore nello studio del rischio frana, dal momento che, oltre a includere il censimento dei movimenti franosi, analizza la propensione al dissesto del territorio e fornisce indicazioni sulla suscettibilità da frana anche per le aree che non risultano coinvolte in dissesti. Per l’analisi del territorio sono state individuate cinque aree campione distribuite nelle diverse province e in diversi contesti geologici: Pedaso (AP), Petriano (PU), Urbino, Conero (AN), Monte Bove (MC) ma il metodo di lavoro usato presuppone che possa essere esteso a ogni contesto e zona.

“Per affrontare i problemi legati al dissesto idrogeologico – ha poi continuato Carrabs – è necessario focalizzare l’attenzione sulla manutenzione e sul presidio del territorio. La difesa del suolo deve essere considerata una infrastruttura pubblica di pari dignità come le costruzioni di strade, scuole, ospedali”.




Nella difesa del suolo, come ha precisato l’assessore, rientra anche la difesa della costa e, anche in questo caso, la Regione si è attivata, e lo scorso 28 dicembre è stato firmato con il Ministero dell’Ambiente e l’Istituto centrale di ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare un protocollo d’intesa che prevede la realizzazione di opere di difesa costiera. Altri interventi hanno riguardato la manutenzione dei fiumi in aree montane. Anche in questo caso, è stato firmato un protocollo d’intesa col Ministero il 6 settembre 2006. L’impostazione metodologica e operativa seguita per questi interventi è stata ripresa e introdotta nella Finanziaria nazionale 2008: “In questo modo – ha affermato Carrabs – le Marche sono state prese a modello, a livello nazionale, quale esempio di buone pratiche amministrative”. Alla presentazione hanno partecipato, inoltre, il sindaco di Sirolo, Giuseppe Misiti, e il direttore del Dipartimento per le Politiche integrate di sicurezza e per la Protezione civile regionale, Roberto Oreficini Rosi. Sono intervenuti, Maurizio Ferretti, direttore del Centro funzionale multirischi per la meteorologia, l’idrologia e la sismologia della Regione Marche; Mario Smargiasso, segretario dell’Autorità di bacino regionale; Walter Borghi, presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche; con i contributi tecnici di Pierpaolo Tiberi (Regione Marche – segreteria scientifica), Roberto Romeo (professore associato di Geologia applicata) e Milena Mari (collaboratrice Università di Urbino). Ha concluso i lavori Bernardo De Bernardinis del Dipartimento della Protezione civile nazionale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 26 aprile 2008 - 922 letture

In questo articolo si parla di regione marche, economia, frana





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