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Avis Marche: più personale nei centri di raccolta sangue

ass regionale avis 2' di lettura 22/04/2008 -

Domenica 20 aprile si è svolta a Castelraimondo, nei locali di Borgo Lanciano, la 38esima assemblea regionale Avis, dal tema “Meglio donare, donare meglio” alla presenza del direttivo regionale, di quelli provinciali e di numerose Avis comunali, con circa 180 delegati.



Nella relazione del consiglio direttivo, letta dal presidente regionale Angelo Sciapichetti è stato tracciato un bilancio delle attività svolte. Al 31 dicembre 2007 i soci Avis sono 44.465, per un totale di 87.423 donazioni ( di cui 67.255 di sangue intero, 14.473 di plasma e 5695 di piastrine), con un aumento del 3, 32 per cento rispetto all\'anno precedente. L\'obiettivo dell\'associazione è quello di raggiungere l\'autosufficienza di sangue, ma restano numerosi problemi da risolvere.


In particolare l\'associazione chiede che le dodici unità trasfusionali delle Marche siano dotate di tutto il personale previsto dalla pianta organica, con nuove assunzioni e il Dipartimento di medicina trasfusionale abbia maggiori risorse e personalità giuridica autonoma, in modo da risolvere i problemi organizzativi, relativi alla mancanza di personale per la raccolta che impedisce un\'attività piena di molte Avis comunali.


Nei prossimi giorni l\'Avis Marche scriverà ai sindaci e ai presidenti delle province, affinchè i consigli comunali e provinciali votino un ordine del giorno in cui si chiede di mettere fine a questa situazione. Si chiede all\'assessore alla Sanità di varare entro tempi brevi un \"piano sangue e plasma regionale\", che stabilisca tempi e metodi per arrivare all\'autosufficienza del fabbisogno.


Molta attenzione sarà posta nel futuro alla comunicazione, con il sito www.avismarche.it e le campagne di sensibilizzazione periodiche. Importante è la formazione continua dei dirigenti, per cui è stata avviata una collaborazione con l\'Università di Ancona, che potranno freqentare un corso sul ruolo dei giovani nell\'associazione.


Mario Piani, direttore del dipartimento di medicina trasfusionale ha parlato del ruolo innovativo della donazione del cordone ombelicale, ricchissimo di cellule staminali, utile per chi soffre di leucemia o malattie ematiche, dato che in 5 casi su 10 non trova un donatore compatibile. I problemi riguardano la giusta informazione alle mamme e la conservazione.



Foto di Monia Orazi








Questo è un articolo pubblicato il 22-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 22 aprile 2008 - 881 letture

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