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Civitanova: a teatro \'La buona madre\' di Goldoni

cinema rossini civitanova 2' di lettura 17/04/2008 - Con \"La buona madre\" di Carlo Goldoni diretta da Stefano Pagin va in scena venerdì 18 aprile l’ultimo appuntamento dedicato alle storie del Convito, la stagione dei Teatri di Civitanova promossa da Comune di Civitanova Marche, Azienda Teatri di Civitanova, Amat, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Marche.

La commedia è prodotta dalla Compagnia di teatro I Fratellini, in collaborazione con Gruppodacapo.
Gli interpreti sono: Michela Martini, Stefania Felicioli, Nicoletta Maragno, Alessio Bobbo.

Le scene e i costumi sono di Paolo Bertinato, le luci di Federica Preto. Per informazioni, prenotazioni e vendita biglietti (da 10 a 15 euro): Amat 071 2072439, Teatro Annibal Caro tel. 0733 892101, www.amat.marche.it. Inizio spettacolo ore 21.


Scritta nel gennaio del 1761, La buona madre appartiene geneticamente alla tipologia delle pièces ideate per la chiusura del Carnevale. Pur senza sottrarsi ai codici costitutivi della tipologia di appartenenza, che prescrivevano l\'esaltazione di una bonaria e allegra venezianità, la commedia evidenzia una spiccata originalità. Racconta la storia di un complotto di donne contro un uomo, di cui si vuole impedire la maturazione sentimentale e virile. Nicoletto si innamora di una ragazza che non lo ama, Daniela, alla quale fa credere di essere ricco. Intanto Barbara, la “buona madre”, vuole indurlo a sposare una ricca vedova salvando così le sorti di una famiglia ormai in rovina.


Il testo nasce dall’ avversione di Goldoni nei confronti di quelle madri che, per eccessivo attaccamento ai figli finiscono col tradirli. L’ironia della commedia è dunque evidente sin dal titolo: «avrei dovuto formare una commedia intitolata la “Cattiva madre”» affermava l’autore, «affinché dal ridicolo, e dall’odiosità di tal carattere ne derivasse la correzione di quelle che sono di cotal numero. Ma io non amo di esporre il protagonista odioso, e meno ancora scandaloso, onde ho pensato di dar al pubblico l’esempio della “Buona madre”, sperando che un tale argomento vaglia a produrre lo stesso effetto, facendo arrossir le cattive, senza offendere la modestia, e la delicatezza de’ spettatori».



L’idea registica di Stafano Pasin, che vede la riduzione dei sei personaggi originari a tre donne e un uomo con la conseguente sovrapposizione di ruoli, rafforza il messaggio di questa tragedia edipica dal tono di commedia.
Madre e figlio diventano metafore di una Venezia asfittica e cannibale. Barbara è Venezia, come quest’ultima ha un passato migliore del suo presente. È la Venezia non più riproduttiva, che soffoca i propri figli in nome di un potere che il passato le ha conferito.
Anche Nicoletto è Venezia, la città di un tentato futuro. Il tempo che ha davanti a sé è quello della sconfitta, della mediocrità, dell’eterna adolescenza. Barbara ne ha impedito la maturazione, ne ha soffocato la libertà, ne ha distrutto la virilità.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 17 aprile 2008 - 712 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, civitanova marche





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