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Mezzolani sull\'uso della cannabis negli ospedali: non è legalizzazione

Almerino Mezzolani 2' di lettura 05/04/2008 - \"Parlare di legalizzazione delle droghe come fa Maurizio Gasparri è decisamente fuori luogo e purtroppo segnala una grave ignoranza del problema\".

Lo dichiara l\'assessore Mezzolani che interviene sulla delibera di giunta sull\'utilizzo da parte del Servizio sanitario regionale di cannabinoidi per uso terapeutico precisando quanto segue:


-Il provvedimento riguarda un numero molto ridotto di pazienti (poche decine l\'anno al massimo) affette per lo più da un dolore grave e cronico che non risponde agli altri trattamenti disponibili;

-I farmaci a base di cannabinoidi (perché di farmaci si tratta) di cui si occupa il provvedimento possono essere dispensati già da un anno sulla base di un Decreto del Ministero della Salute;

-Questi farmaci debbono essere prescritti sotto la responsabilità del medico specialista che si occupa del caso (il più delle volte un paziente con malattia oncologica o grave malattia neurologica);

-Il farmaco non è disponibile in Italia per cui va importato da altri paesi, previa autorizzazione del Ministero della Salute;

-In assenza di un provvedimento regionale c\'è il rischio che i pazienti cerchino di procurarsi da soli i farmaci in questione attraverso un faticoso percorso tra medici, farmacie e Ministero;


-Con questo provvedimento si offre l\'opportunità ai pazienti, che purtroppo hanno bisogno di questi farmaci, di avere un percorso organizzato dal Servizio Sanitario Regionale;

-Questo percorso coinvolge gli specialisti neurologi ed oncologi che hanno in cura i pazienti che potrebbero beneficiare del trattamento, le farmacie ospedaliere che inoltrano la richiesta al Ministero della Salute e quest\'ultimo che autorizza l\'importazione dall\'estero;

-Questa procedura utilizza procedure già operative in Italia che hanno portato ad autorizzare l\'importazione dei farmaci in questione per meno di 200 casi in tutta Italia nel 2007;

-I costi per una Regione sono contenuti in poche decine di migliaia di euro al massimo, costi che peraltro verrebbero sostenuti per altri farmaci qualora non si rendessero disponibili i farmaci derivati dai cannabinoidi;

-Il trattamento deve iniziare in ambito di ricovero ospedaliero e può continuare per un massimo di 6 mesi a livello domiciliare;

-Ogni mese lo specialista rinnova la prescrizione, e quindi rivaluta la situazione;


Certamente, come è logico, vi sono ancora punti di vista discordanti almeno in parte a livello scientifico, ma certo non si può avere opinioni diverse sulla drammaticità delle situazioni cui si cerca di dare una risposta e sull\'opportunità di non lasciare soli i pazienti a cercarsi una soluzione. Ovviamente questo percorso in cui lo specialista pubblico attraverso le farmacie ospedaliere pubbliche, previa autorizzazione del Ministero della Salute, consente la disponibilità del farmaco per il paziente si conclude con una copertura dei relativi costi da parte del Servizio Sanitario Regionale.

Speculare sulla malattia e sulle particolari condizioni che vivono alcune fasce di pazienti ed i loro familiari è quantomeno irrispettoso nei confronti del dolore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 05 aprile 2008 - 1024 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche, almerino mezzolani





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