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Urbino:al teatro, Le storie del signor Keuner con Moni Ovadia

2' di lettura 30/11/-0001 -
Oggi,mercoledì 27 febbraio si alza il sipario sulla quarta edizione di TeatrOltre , rassegna che ospita le importanti esperienze della scena contemporanea promossa dagli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Urbino e Pesaro, dalla Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dall’Amat, dalla Regione Marche e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

da Amat


L’apertura è affidata - al Teatro Sanzio di Urbino - a Le storie del signor Keuner di Bertolt Brecht uno spettacolo di Roberto Andò e Moni Ovadia.

Lo spettacolo - uno straordinario mosaico di parabole, collegamenti a fatti storici, reperti e citazioni tra video, musica e cinema, con Moni Ovadia e la sua Stage Orchestra in forma smagliante, una bravissima Lee Colbert, Maxim Shamkov, Roman Siwulak e Ivo Bucciarelli - è una fuga visionaria sul caos del Novecento, una disquisizione sulla società attuale. Ma anche una riflessione su quale senso possa avere oggi il teatro. Le sotrie del signor Keuner è uno spettacolo di respiro europeo che Moni Ovadia e Roberto Andò hanno realizzato sulla raccolta di testi incentrati su un personaggio d’invenzione (Keuner) - in parte ancora inediti in Italia - composti da Bertolt Brecht nell’arco di trent’anni e tutti legati alla sua vita di esule. La massinscena è immaginata come un’istallazione “Una mise en scène in forma di esposizione – dichiara Moni Ovadia - alla maniera scomposta di certe esposizioni del nostro tempo dominato dalla virtualità, in cui i frammenti di realtà sono in un esilio senza speranza.

I reperti di realtà a cui ci aggrappiamo nel nostro esilio – prosegue Ovadia - sono un’orchestrina sotto mentite spoglie, una cantante brechtiana, un mafioso russo appassionato d’arte, un attore manichino kantoriano, orfano del proprio teatro e costretto a ripetere una memoria del proprio essere frammento di un’opera d’arte irripetibile, un custode vetusto di un museo dell’arte socialista sopravissuto al crollo e, da ultimo, un curatore di mostre artistoide e intellettualoide, cultore dell’ebraismo kafkiano che cerca di conferire un senso impossibile all’esposizione che è chiamato a organizzare e il cui unico esito è inesorabilmente post-morale.

Le scene dello spettacolo – prodotto da Nuova Scena / Arena del Sole Teatro Stabile di Bologna, Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Mittelfest 2006 – sono di Gianni Carluccio, i costumi di Elisa Savi e le luci di Gigi Saccomandi.

Per informazioni e biglietti (posto unico numerato euro 12, ridotto euro 8): www.centoteatri.com/teatroltre/08.htm , Amat 071 2072439, Teatro Sanzio 0722 2281. Inizio spettacolo ore 21,15.

   

EV




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 febbraio 2008 - 1733 letture

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