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Fano: mons. Armando Trasarti racconta i suoi primi due anni di episcopato

3' di lettura 30/11/-0001 -
Fedeltà nella continuità e attenzione all’uomo di oggi. Sono i due capisaldi che fanno da sfondo ai primi passi del ministero pastorale del vescovo di Fano Mons. Armando Trasarti, a due mesi dal suo arrivo nella diocesi marchigiana.

dalla diocesi di Fano
www.fanodiocesi.it


Nell’incontrare la stampa locale per un primo bilancio e auguri in occasione del Natale e anno nuovo, il Vescovo ha messo in evidenza i seguenti passaggi. «L’accoglienza ricevuta al mio arrivo lo scorso 21 ottobre è un dono grande di Dio e vedo che continua e permane negli incontri che in questi mesi ho avuto e sto continuando ad avere, sia con le parrocchie che con le realtà civili e sociali presenti nel territorio della Diocesi». Continuità. È la parola che in questi primi passi sta guidando il neo pastore nella conoscenza delle persone e del territorio ecclesiale. Una continuità che è segno di accoglienza e dono di tutto ciò che questa Chiesa diocesana ha saputo dare, vivere e offrire negli anni di governo pastorale del vescovo emerito Mons. Vittorio Tomassetti, ora in riposo nella casa del clero nel centro storico di Fano.

Vocazioni e pastorale. I sacerdoti sono i primi collaboratori di un Vescovo. Senza di loro non potrei esercitare nemmeno il ministero episcopale affidatomi dal Papa. I volti e le storie personali dei singoli sacerdoti le sto apprezzando sia negli incontri di reciproca conoscenza qui in Episcopio, sia nell’incontrarli la dove vivono, operano, soffrono e gioiscono con la loro gente: la parrocchia. Certo, non lo si può negare, l’età del clero è abbastanza elevata ma nel contempo, però, non viene meno lo spirito di dedizione, servizio, vicinanza alla gente e nella cura delle chiese.

Ho già detto loro che in questo primo anno non ho intenzione di scrivere una lettera pastorale, ma di stendere alcune note e coordinate che vadano a ritessere il lavoro pastorale esistente. Accenno: sto pensando, più che una lettera, a degli appunti che mettano in evidenza la «qualità delle relazioni» in ogni settore.

Mani che dicono il Vangelo. «La Diocesi trova la sua ricchezza – ha affermato monsignor Trasarti – quando si fa Vangelo credibile per l’uomo di oggi, sofferente nel corpo e nello spirito». Alcune realtà locali presentate dal Vescovo e già operanti da tempo nel territorio: la Caritas, il Consultorio per la famiglia, la “Mensa S. Paterniano” per i poveri presso la struttura del convento dei PP. Cappuccini e che il 29 dicembre verrà ufficialmente inaugurato lo spazio per l’alloggio nella notte, anche se è già in funzione; Casa Nazareth: realtà diocesana di accoglienza per ragazze madri e bambini in affido gestita da due famiglie (finanziata anche grazie alla stima che la Caritas Nazionale ha della Diocesi); Casa Betania, pronto accoglienza presso la parrocchia S. Famiglia, la Casa famiglia al “don Gentili e la Casa Accessibile, realtà di mini appartamenti presso i locali parrocchiali della vecchia chiesa di Rosciano.

Natale con i detenuti. «La realtà della casa di reclusione di Fossombrone è parte integrante della comunità dei fedeli della Diocesi. Per un sacerdote come don Guido Spadoni – ha precisato Trasarti –, cappellano da circa diversi anni, e dunque ancor più per un vescovo, il carcere è il luogo dove la missione spirituale – di cui il Vescovo è investito – trova concreta e piena realizzazione alla luce dell’insegnamento di Cristo: portare ai poveri il Vangelo di Dio, annunciare la loro liberazione dalla prigione». Il Vescovo ha annunciato che entro il 2008 la Curia vescovile e gli Uffici diocesani saranno trasferiti presso il “Centro Pastorale” dove una volta vi era il Seminario Regionale, più accogliente e favorevole per le persone della Diocesi tutta.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 dicembre 2007 - 1490 letture

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