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Politiche attive del lavoro: obiettivi e punti di forza delle Marche

3' di lettura 30/11/-0001 -
Rafforzamento dei centri regionali per l’impiego, utilizzo degli ammortizzatori sociali in base alle esigenze del mercato del lavoro e delle aree di crisi, sostegno all’occupazione femminile e alle persone svantaggiate: sono alcune delle scelte che qualificano la politica attiva del lavoro nelle Marche.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


E’ quanto ha sottolineato l’assessore al Lavoro e alla formazione Ugo Ascoli, intervenendo a Portonovo alla conferenza su “La governance regionale delle politiche attive del lavoro”. Un tema affrontato solo negli ultimi anni, ha ricordato, che si inserisce in un quadro generale legislativo ancora piuttosto carente per la mancanza di politiche di ammortizzatori sociali che tutelino universalmente i lavoratori e di adeguati interventi a sostegno del reddito.

Nonostante la difficile situazione, sono stati compiuti grandi passi in avanti, grazie anche al ruolo delle Regioni che hanno responsabilità fondamentali nel governo del settore. E’ il caso, ad esempio, delle Marche, dove - ha affermato - sono stati avviati interventi innovativi a livello nazionale, come la legge n.2 del 2005 “ Norme regionali per l’occupazione, la tutela e la qualità del lavoro”, grazie alla quale 520 persone - per la maggior parte donne e disoccupati della Provincia di Ascoli, la più sofferente sul piano occupazionale - potranno usufruire, per un periodo di sei mesi, di un contributo regionale per svolgere corsi di formazione finalizzati al reinserimento nel mercato del lavoro. “Una sperimentazione interessante - ha precisato - che cercheremo di valorizzare al meglio”.

Altri progetti innovativi sono l’inserimento delle persone svantaggiate e il prestito d’onore per la creazione di nuove imprese al quale hanno già aderito 470 persone, tra donne, emigrati e laureati, che prevede il concorso diretto della Regione nell’abbattimento dei tassi di interesse bancari. “Un modello che ha fatto scuola in Italia è stato il pieno utilizzo, dal 2004, dei finanziamenti – 33 milioni di euro - per gli ammortizzatori sociali a favore delle aziende che teoricamente non ne avrebbero potuto usufruire e dei territori più colpiti dalla crisi, come il Piceno”. Ascoli ha infine ribadito il ruolo strategico dei 13 centri regionali per l’impiego, la formazione e l’orientamento che, in alcuni casi, sono riusciti a collocare quasi un quinto della forza lavoro, e la necessità che mantengano una regia pubblica. Ha sottolineato, infine, l’opportunità di passare da una programmazione delle politiche del lavoro basata sulla domanda a una impostazione concentrata sul sostegno all’orientamento del mercato del lavoro, con percorsi formativi più qualificati che garantiscano la possibilità di scelta da parte dei lavoratori.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 dicembre 2007 - 735 letture

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