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Ancona: l'Università studia la carcassa della balenottera spiaggiata

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Non tutti i mali… La morte della balenottera, patetica per bambini e adulti dal cuore tenero, si sta trasformando, com’è auspicabile ogni volta che l’esistente va incontro all’inevitabile fine, in un vantaggio per tutti noi che le sopravviviamo: soprattutto per l’ambiente che l’ha vista crescere.

dall'Università Politecnica delle Marche
www.univpm.it

Il Dipartimento Scienze del Mare dell’Università Politecnica delle Marche, diretta dal professor Roberto Danovaro, infatti, ha immediatamente colto l’occasione per condurre indagini sulla carcassa e sugli effetti che la sua decomposizione ha sull’ambiente cui è stata affidata.

Una volta rimossa dal luogo in cui era andata a spiaggiarsi, la carcassa della balenottera è stata posizionata in prossimità del relitto Nicole con successo, grazie al lavoro della Capitaneria di Porto con la supervisione della Provincia e dell'Assessorato Provinciale all'Ambiente, risolvendo quella che era divenuta una emergenza. La carcassa ora sta progressivamente affondando.

In un incontro tra Dipartimento Scienze del Mare (col professor Danovaro), Capitaneria di Ancona (nella persona del comandante Pasetti) e Comune di Numana (il sindaco Bilò in testa) sono stati esposti i risultati di un’indagine svolta dall'Università sulla carcassa della balenottera e in aree marine adiacenti, la quale indica come non esista alcun rischio microbiologico derivante dalla presenza della carcassa, per la assoluta mancanza di batteri coliformi anche a brevissima distanza. Ora il Dipartimento di Scienze del Mare continuerà a monitorare mensilmente l'evoluzione del processo di trasformazione della carcassa, anche per documentare gli effetti ecologici di progressiva formazione di una oasi temporanea di nuova biodiversità in una zona interessata dalla prossima istituzione dell'Area Marina Protetta del Conero.

Quella compiuta dal DiSMar in questa occasione rappresenta la prima esperienza in ambito mediterraneo di studio degli effetti di decomposizione di una carcassa di grande cetaceo sulla biodievrsità marina costiera: di qui l’interesse scientifico e l’insolita opportunità che essa ha rappresentato per la ricerca del nostro Dipartimento.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 dicembre 2007 - 912 letture