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Ancona: i Comunisti Italiani intervengono sullo sciopero al porto

2' di lettura 30/11/-0001 -
Hanno scioperato per 4 ore e manifestato per il centro di Ancona i lavoratori delle imprese e dei servizi portuali, delle agenzie marittime, della pesca e dei cantieri navali, su iniziativa dei sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil.

dai Comunisti Italiani


La manifestazione ha voluto spingere le istituzioni a:
- superare i gravi ritardi nella realizzazione delle opere necessarie, recuperare spazi alle attività portuali trasferendo quelle che non hanno attinenza col porto, valorizzare il porto storico e i beni culturali (aprendo il porto alla città);
- realizzare sollecitamente un adeguato collegamento stradale e ferroviario con l’interporto di Jesi (polo logistico Porto-Interporto-Aeroporto)
- migliorare la sicurezza sul lavoro, attraverso la prevenzione e la qualificazione, con particolare attenzione agli appalti, molto diffusi nella cantieristica. Al Porto di Ancona operano decine di aziende e circa 7mila addetti, è dunque una delle realtà economiche più importanti delle Marche.

Il Partito dei Comunisti Italiani ritiene da sempre la questione del porto una priorità per Ancona e per le Marche. L’attuale presidenza Montanari dell’Autorità portuale si è dimostrata largamente inadeguata e si dovrebbero trarre tutte le conseguenze della sfiducia e bocciatura manifestata recentemente nei suoi confronti dal Comitato portuale. Sull’uscita dal porto, si paga col ritardo l’errore di aver abbandonato da parte della prima Giunta Sturani l’Asse attrezzato, il cui completamento era nel programma comune, e per cui c’erano progetti definitivi e finanziamento.

In ogni caso l’attuale situazione del Porto non può reggere a lungo, urgono provvedimenti urgenti che consentano un rapido collegamento del porto con l’interporto di Jesi. Per ferrovia e su strada. Spingere per il potenziamento delle ferrovie e far viaggiare tir e container su carri abbassati in modo da alleggerire la pressione sulla strada. Positivo è l’impegno della Provincia, per il raddoppio della variante della statale 16. Occorre che sia la Regione che l’Amministrazione comunale di Ancona si mettano sulla via di risposte rapide, efficaci e innovative. Altrimenti le attività portuali rischiano di deperire nell’attesa della mitica “uscita ad Ovest”, di cui si parla ormai da nove anni, senza che si sia ancora visto un euro di finanziamenti.

Ripetiamo. Il PdCI non vuole infrangere i “sogni” di nessuno. Semplicemente riteniamo, rispetto alle sollecitazioni dei lavoratori e degli operatori del porto e alle urgenze obbiettive della situazione, che non si può aspettare senza far nulla … che arrivi Godot!





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 dicembre 2007 - 785 letture

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