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Ancona: proteste al porto della cooperativa Zanzibar

5' di lettura 30/11/-0001 -
“Autorità Portuale, Comune, Capitaneria di porto: avete preso decisioni senza di noi, avete distrutto i nostri sacrifici, avete oscurato il nostro futuro. Non vogliamo essere l’agnello sacrificale del porto”.

da Zanzibar


Con queste parole i soci e i lavoratori della cooperativa sociale Zanzibar di Ancona, per la maggior parte persone diversamente abili, hanno espresso in una manifestazione che si è svolta al porto, con cartelli, striscioni e un volantinaggio, la propria rabbia per le conseguenze dell’applicazione della security che sta provocando un danno al fatturato alle due attività gestite dalla cooperativa, “Zanzibar Store” sulla Banchina Da Chio, che chiuderà il 1 gennaio, e “Il market del porto” all’interno della stazione marittima, a rischio chiusura, con un calo del 50%, e potrebbe portare, a breve, al licenziamento di 10 persone. Nello Store, Zanzibar gestisce anche il punto informazioni turistiche del Comune di Ancona, la cui convenzione scade il prossimo 31 dicembre.

“Con questa manifestazione – ha spiegato il presidente di Zanzibar, Fabio Alessandrelli, in una conferenza stampa che si è svolta all’interno dello “Zanzibar Store” nei locali della ex scuola Marinara al porto -, intendiamo denunciare il fatto che dall’inizio del prossimo anno le due attività spariranno a causa delle presunte normative in materia di sicurezza, nella totale indifferenza e solidarietà delle istituzioni locali, in particolare l’Autorità Portuale, Comune di Ancona e Capitaneria di porto. Il contratto di concessione dei locali, per il quale paghiamo ogni anno circa 30.000 euro all’Autorità Portuale, prevede l’esercizio dei servizi di interesse turistico e lo svolgimento di attività commerciali specie per i passeggeri in transito. Continuando ad essere isolati dalle barriere per la sicurezza, è chiaro che questo obiettivo si perde”.

Alessandrelli ha detto che “la chiusura delle attività, oltre che mettere in seria crisi l’esistenza stessa della nostra cooperativa a causa degli ingenti investimenti sopportati, pari a oltre 80.000 euro per l’allestimento della struttura prima dell’apertura, avvenuta a maggio 2002, comporterà inevitabilmente la perdita di posti di lavoro per almeno 10 nostri soci, 6 allo “Zanzibar Store” e 4 al Market, che, per la maggior parte, sono lavoratori svantaggiati”. Il presidente di Zanzibar, insieme ai soci e al vice presidente Attilio Palermo, hanno voluto sottolineare che sono ormai due anni che la cooperativa vive questa situazione di disagio che ha provocato anche un grosso calo del fatturato.

Lo “Zanzibar Store”, nel 2005, aveva toccato 190.000 euro, con introiti di circa 62.000 euro nel periodo giugno-agosto. Nel 2006 il fatturato è sceso a 137.000 euro, di cui solo 38.000 euro nel periodo estivo, con una previsione di 75.000 euro per il 2007, in cui il periodo estivo si è ridotto a 25.000 euro. “Da ognuno a cui ci siamo rivolti – ha aggiunto Alessandrelli -, abbiamo avuto solo risposte evasive e di scarico di responsabilità. Abbiamo capito che nella vicenda del porto di Ancona siamo l’agnello sacrificale, abbiamo capito che non abbiamo il diritto di lavorare né di essere trattati con la stessa dignità di tutti gli altri lavoratori, in particolare di quelli che operano nel porto. Questa è la considerazione delle istituzioni verso i più deboli e dei loro tentativi di riabilitazione sociale. Siamo anche convinti che sull’utilizzo di questi locali ci siano forti interessi economici“.

L’11 ottobre, la cooperativa Zanzibar ha inviato una lettera all’Autorità Portuale chiedendo di sospendere il canone dal 1 gennaio, quando lo “Zanzibar Store” chiuderà, o la sospensione del canone fino alla riprogettazione delle attività di Zanzibar all’interno del porto, ma non ha avuto ancora una risposta ufficiale. “Ci hanno proposto – ha detto ancora Alessandrelli –, in mondo informale, di trasferirci nella nuova struttura per la biglietteria, vicino alla Fiera, che doveva essere già pronta sei mesi fa. Una soluzione che, ci hanno confermato, potrebbe anche non essere definitiva ma che comunque ci costringerebbe ad investire ancora per il trasferimento e per il nuovo allestimento. Noi sappiamo solo che dal 1 gennaio il porto di Ancona, i passeggeri e i turisti non avranno più a disposizione i servizi offerti da Zanzibar”.

La cooperativa sociale di tipo B ZANZIBAR si costituisce nel settembre 2000 tra gli allievi e lo staff organizzativo di un progetto finanziato dal Dipartimento degli affari sociali presso la Presidenza del Consiglio. Il progetto era rivolto a categorie a rischio di emarginazione sociale provenienti dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Ancona e dai Servizi Sociali del Comune di Ancona. Obiettivo del progetto era appunto la costituzione di una cooperativa tra gli allievi, come forma di auto imprenditorialità, studiando, durante lo svolgimento del progetto, prima i possibili settori di mercato su cui approfondire le loro attitudini professionali ed elaborando successivamente dei piani di sviluppo. Considerando le difficoltà di adattamento all’attività lavorativa degli allievi dell’area psichiatrica e lo scarso livello di professionalità generale si sono studiati ed attivati progetti in diverse aree merceologiche per aumentare le possibilità di impiego di ogni socio. Zanzibar gestisce oggi attività di litografia e grafica, servizi di pulizia, custodia e sorveglianza, somministrazione pasti, segreteria e servizi informatici, gestione esercizi commerciali, turismo e tempo libero, produzioni agricole e manutenzione verde, attività formative.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 dicembre 2007 - 1519 letture

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