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Fano: al Teatro della Fortuna è in arrivo Quest

3' di lettura 30/11/-0001 -
La necessità di riconoscere il valore di qualsiasi esperienza, sollecita una riflessione circa la sua effettiva comunicabilità. Come rendere speciale la storia di ognuno di noi tanto quanto è importante per la vita di ciascuno? Da questo interrogativo nasce “Quest: punti di vita”, coreografia di Ariella Vidach con i danzatori dell’Atelier di Teatro Danza della Scuola Paolo Grassi di Milano, in scena al Teatro della Fortuna di Fano il 13 dicembre alle 21 (ingresso gratuito).

di Palcoscenico Marche


L’appuntamento rientra nel progetto FUTURA MEMORIA, attraverso la sezione Trasmissioni, dedicata a quelle esperienze di teatro fondamentale per la scena italiana passata e quella futura. Tra i punti di riferimento formativo per il mondo teatrale italiano c’è senza dubbio la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi che nei suoi primi anni di vita fu collegata al Piccolo Teatro di Milano per poi entrare nella Fondazione Scuole Civiche di Milano nel 2000, di cui costituisce il Dipartimento di Teatro. Da settembre 2007, ne è direttore il regista e già docente dell’Accademia, Maurizio Schmidt che nel pomeriggio del 13, alle 18, incontrerà il pubblico nella Sala Verdi del Teatro La Fortuna insieme a Marinella Guatterini e Ariella Vidach. Si parlerà di “Imparare la scena”, argomento sul quale i tre professionisti hanno certamente molto da dire.

Fucina viva di professionalità tra attori, registi, drammaturghi, operatori teatrali, dal 1986 la Scuola Paolo Grassi ha infatti avviato anche l’Atelier di Teatro Danza, unico corso istituzionale italiano dedicato alla formazione e al perfezionamento di coreografi, danzatori e performer in ambito contemporaneo. Nato ad opera di Luciana Melis, ha acquisito l’attuale configurazione di corso di studi professionali con obbligo di frequenza a tempo pieno nel 1990, quando alla sua direzione, in qualità di coordinatore e ideatore delle attività è subentrata il critico e docente Marinella Guatterini.

Dal 1998 il corso ha durata triennale e il programma, sul modello delle grandi scuole europee, specializzate in questo ambito, si articola in insegnamenti tecnici e teorico-estetici. Si studiano tecnica di base classica e tecniche di danza contemporanea, tecnica vocale e anatomia applicata alla danza, accanto a storia ed estetica della danza, della musica e delle arti visive e teoria musicale. Nell’Atelier si sono formati coreografi e danzatori contemporanei che lavorano, principalmente all’estero, nelle più importanti compagnie europee. Accanto al corpo docenti interno, vengono invitati costantemente coreografi e registi internazionali e italiani. Maestri che oltre a tenere seminari, si impegnano ad allestire saggi coreografici in cui gli allievi hanno la possibilità di mostrarsi al pubblico.

I danzatori sulla scena per “Quest: punti di vita” sono Chiara Ameglio, Cesare Benedetti, Noemi Bresciani, Pieradolfo Ciulli, Mariasole Dell’Aversana, Gabriele Marra, David Melcarne, Riccardo Olivier, Francesca Penzo, Maria Giulia Serantoni, Kavitha Solaroli, Vilma Trevisan. Il progetto di “Quest” scaturisce dall’elaborazione di testi generati da interviste fatte agli interpreti e raccolte per narrare le loro esperienze rivelarne le inquietudini, le ambizioni, le paure, per condividere con loro la visione del mondo. I loro dialoghi sono poi stati tradotti in gesti, immagini, sequenze danzate per restituire le suggestioni del racconto.

Le interviste hanno contribuito alla costruzione di relazioni personali più profonde per affrontare meglio gli stati emotivi, per dare un nome agli impulsi nell’elaborazione di duetti di contact improvisation alternando la pura fisicità a rapporti interpersonali ironici e divertenti.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 dicembre 2007 - 1231 letture

In questo articolo si parla di fano, teatro della fortuna





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