counter

Ancona: in mostra il progetto per riqualificare Corso Garibaldi

5' di lettura 30/11/-0001 -
Il progetto di riqualificazione di Corso Garibaldi, i cui lavori partiranno a gennaio 2008, sarà visibile da tutta la cittadinanza attraverso una mostra allestita sotto la Galleria dorica.
La mostra, in programma a partire da mercoledì 12 dicembre, è composta di cinque grandi pannelli con relative descrizioni ed è stata curata dal servizio Lavori Pubblici – Arredo Urbano e riqualificazione.

dal Comune di Ancona
www.comune.ancona.it


I pannelli, posti a fondo galleria, offriranno una lettura del progetto secondo diverse prospettive: da mare a mare, corso Garibaldi – notizie storiche; il progetto di riqualificazione, piazza Roma – Piazza Cavour / piazza Roma – Piazza della Repubblica; la pavimentazione; immagini di rendering, com’è e come diventerà il Corso.
L’apertura ufficiale della mostra è prevista per le ore 17,30 di mercoledì 12. Saranno presenti il sindaco Fabio Sturani, il vicesindaco Sandro Simonetti, il Presidente insieme con i consiglieri della Prima Circoscrizione e i progettisti dell’Amministrazione comunale.

I pannelli

  • Da mare a mare: Corso Garibaldi – notizie storiche
    “Tra il 1861 e il 1867 - si legge nella didascalia al pannello storico della mostra - prendeva sviluppo la larga e diritta arteria che dal mare risaliva la valle Pannocchiara sino al perimetro delle mura, a cui fu data in seguito la denominazione di Corso Vittorio Emanuele II. Demolendo i vecchi casamenti e sventrando le luride vie trasversali, sorsero man mano nuovi e signorili fabbricati, con decoro architettonico, per abitazioni, negozi e uffici pubblici. Subito dopo il 1860 venne ampliata e rinforzata la cinta delle mura, seguendo il perimetro della precedente linea murata che si ricongiungeva al Cardeto da una parte e al Campo trincerato dall’altra, aprendo una nuova porta con doppio fornice (Porta Cavour).” (Da “Ancona attraverso i secoli” di M. Natalucci - Città di Castello, Unione arti grafiche, 1960).

    La nuova arteria, che successivamente prenderà il nome di Corso Garibaldi, iniziava così a dividere la città storica, sconvolgendo l’orientamento dell’abitato che da parallelo al bacino portuale iniziava ad assumere una direttrice perpendicolare rispetto al Porto.

    Il Prg del 1914, ed in particolare la variante del 1918, con la previsione della nuova zona di espansione edilizia sviluppata nella Valle della Pannocchiara intorno ad un asse centrale (il Viale Adriatico poi denominato Viale della Vittoria) e la demolizione della cinta daziaria ottocentesca avvenuta nel 1926, delineano in via definitiva la nuova struttura della città di Ancona, non più parallela alla linea dell’arco portuale, bensì ad un asse centrale ortogonale, strettamente legato agli elementi orografico-collinari di Ancona, in quanto coincidente con la linea di compluvio delle acque dalle colline circostanti, e quindi più significativo, almeno sul piano simbolico, di un rapporto con il territorio, piuttosto che con il mare. Nello stesso tempo la nuova arteria viaria definisce ed accentua il collegamento da mare a mare Porto-Passetto, ponendosi come l’asse pedonale principale della città che collega i due opposti affacci sul mare.
    La pedonalizzazione e l’arredo di Corso Garibaldi rispondono, pertanto, all’obiettivo più generale di ripristinare ed arredare il principale asse di collegamento pedonale della città”.
  • Il progetto di riqualificazione di Corso Garibaldi
    “Il progetto – è spiegato nella descrizione dei pannelli - riporta la quota della strada centrale alla stessa quota dei marciapiedi, con una differenza di pochi millimetri e prevede una pavimentazione in lastre di trachite, a spina di pesce nella parte centrale e a correre lungo i marciapiedi, che si raccorda con la pavimentazione di Piazza Roma e che ripropone la “memoria storica” della tessitura della pavimentazione originale, andata perduta con l’asfaltatura della zona centrale del Corso. Per evidenziare la struttura tripartita originaria, costituita dai marciapiedi laterali e dalla parte centrale a suo tempo destinata al tram e alle carrozze, ma anche per ottenere un cromatismo più vivace della pavimentazione, sottolineando l’allineamento prospettico come elemento caratteristico della strada corridoio ottocentesca, è stata prevista la realizzazione di un cordolo in pietra chiara che si ricollega allo stesso tipo di materiale (pietra d’Istria) utilizzato in origine per i marciapiedi. Sono previsti sette punti di sosta pubblica con fioriere e panchine di pietra bianca. Ogni isola sarà dotata di punti acqua e luce perché il nuovo Corso potrebbe ospitare anche le mostre. Il progetto prevede anche la sistemazione dei sottoservizi. Due le fasi previste per i lavori: prima nella zona fra Piazza Cavour e Piazza Roma, poi tra Piazza Roma e Piazza della Repubblica. Le aree di cantiere saranno così limitate nello spazio e nel tempo, con il fine di ridurre al massimo i disagi per l’utenza”.
  • La pavimentazione
    “Era costituita – si legge nella descrizione - da basoli in pietra sienite disposti a spina, in maniera simmetrica rispetto all’asse della strada, con giunti ben evidenti disposti nelle due direzioni. Al centro, tra le rotaie della linea tranviaria, la pavimentazione risultava eseguita con andamento a correre. I marciapiedi disposti nei due lati del Corso erano costituiti da lastre di pietra chiara, delimitate da un cordolo dello stesso materiale, arrotondato nella parte terminale in corrispondenza delle interruzioni legate alle immissioni delle vie laterali. Successivamente, negli anni ’30, sono state apportate alcune modifiche alla pavimentazione a seguito di vari interventi viari. La pavimentazione della corsia centrale è stata rimossa nei primi anni ’50 ed è stata sostituita con l’asfalto.
    Negli anni ’90 l’Amministrazione Comunale ha deliberato la ristrutturazione di Piazza Roma, realizzando una nuova pavimentazione in lastre di pietra trachite estendendola anche al tratto di Corso Garibaldi che attraversa la Piazza.
    L’illuminazione era inizialmente realizzata con dei lampioni disposti a intervalli regolari sui due lati della strada, in prossimità della linea di demarcazione del marciapiedi, con modalità che accentuavano la visione prospettica della strada-corridoio e con l’obiettivo di realizzare una illuminazione omogenea dello spazio del Corso”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 dicembre 2007 - 1445 letture

In questo articolo si parla di ancona, comune di ancona





logoEV
logoEV