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Ancona: inaugurata la mostra della Protezione Civile sui terremoti

2' di lettura 30/11/-0001 -
E’ stata inaugurata ieri nel piazzale della facoltà di Ingegneria di Ancona, a Montedago, la mostra “Terremoti d’Italia”, organizzata dalla Protezione Civile: sarà visitabile fino a metà gennaio con orario 9-18, tutti i giorni feriali.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Particolarmente significativa l’ambientazione: una “Stanza sismica” riproduce la sensazione di essere al quinto piano di un edificio durante la scossa di Colfiorito (1997) superiore al sesto grado della scala percalli e poi a quella leggermente più forte dell’Irpinia (1980) facendo vibrare e oscillare il pavimento con sopra una ventina di persone.

“Una sensazione che ci fa sentire il disagio, un monito cui si deve far fronte però attraverso l’esperienza” – ha detto Bertolaso, presente al taglio del nastro. Poi, un suggestivo plastico riproduce diversi edifici di una “Città sismica”. Anch’esso sottoposto a forti scosse riprodotte artificialmente, mostra chiaramente la differenza fra case, strade e ponti costruiti con criteri antisismici e no. La differenza è ciclopica e i danni tangibili, con modellini di camion e auto che si rovesciano sotto gli occhi di tutti.

Le scolaresche presenti, studenti sia delle classi del liceo Scientifico Galilei che allievi dei vari corsi universitari, hanno seguito le spiegazioni scientifiche del prof. Mauro Dolce, della Protezione Civile, direttore dell’Ufficio Rischio Sismico.

Una lezione interessante e ricca di contenuti e di esempi pratici, che ha permesso a un folto pubblico, in visita, di sentire e vedere il terremoto. Infatti nella mostra itinerante, che è già stata a Foligno e dopo altre sei tappe si concluderà a Messina in occasione del centenario dello spaventoso terremoto accaduto nel 1908, sono proiettati filmati d’epoca dell’Istituto Luce e della Teca Rai, oltre ai telegiornali delle giornate più significative; inoltre sono esposti documenti, planimetrie, fotografie e soprattutto cartoline e manifesti d’appello e richieste d’aiuti e fondi, che vanno da quella antica data ai più recenti fenomeni sismici: Senigallia 1930, Belice 1968, Irpinia 1980, Marche e Umbria nel 1997, etc…

Ancona, come gli altri sfortunati posti, non dimentica i suoi morti e i suoi danni: molti dei visitatori, curiosi, tecnici e politici, hanno sfilato davanti a quelle immagini in silenzio, ricordando come ci si sente inermi davanti a un flagello simile. Ma anche guardando con rinnovata speranza agli esempi tangibili di soccorso, sostegno e solidarietà che sono la più utile e concreta azione di contrasto ad ogni terremoto.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 dicembre 2007 - 859 letture

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