Inquinamento del Basso Chienti: le istituzioni a confronto

3' di lettura 30/11/-0001 -
Si è svolta questa mattina in Provincia, a Macerata, con ampia partecipazione di tutti gli enti locali interessati, la riunione convocata dal presidente Silenzi per accelerare la procedura della bonifica del basso bacino del Chienti, la cui falda acquifera è da molti anni inquinata a causa di solventi chimici utilizzati da attività industriali.

dalla Provincia di Macerata
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L’incontro è giunto a pochi giorni di distanza da quello avuto dal presidente Silenzi al Ministero dell’Ambiente e poi alla Regione Marche, dove si era convenuto che fosse la Provincia a svolgere un’azione di coordinamento degli enti. E proprio con questa finalità si è tenuta la riunione a Macerata alla quale hanno preso parte sindaci o assessori dei Comuni di Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Sant’Elpidio a Mare e Porto Sant’Elpidio.

Tutti riuniti intorno ad un tavolo, amministrativo e tecnico, presieduto da Silenzi e dall’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani. Gianni Corvatta, direttore dell’Arpam provinciale, ha illustrato la situazione dell’inquinamento delle acque di falda, che si estende su un’area di circa 26 kmq con 23 sorgenti di contaminazione attiva già individuate. Per intervenire Regione Marche, Provincia di Macerata ed Arpam hanno predisposto un progetto preliminare di bonifica, già presentato al Ministero dell’Ambiente, che ora deve essere trasformato in progetto esecutivo in grado di dare attuazione gli interventi necessari. Il costo degli impianti di bonifica e della loro gestione per un anno è stato preventivato in circa tre milioni di euro.

Costo che il presidente Silenzi ha proposto sia finanziato per un terzo dal Ministero, per un terzo dagli enti locali (Regione, Province e Comuni) e per la restante terza parte dai privati. In sede di progettazione esecutiva saranno quantificati i finanziamenti necessari, ma già nell’incontro di oggi, su proposta del presidente della Provincia, sono stati fissati alcuni criteri di riparto della spesa, tra cui – per quanto riguarda i Comuni – quello che avrà come parametri l’estensione territoriale e il numero dei siti fonti di inquinamento.

Per il mese di dicembre il presidente Silenzi ha stabilito una serie di incontri tra cui proprio quello con i privati, chiamati ad intervenire nella copertura dei costi delle opere di bonifica. Non va dimenticato – hanno sottolineato Amagliani e Silenzi nel corso dell’incontro – che la situazione di inquinamento non è stata provocata dagli enti pubblici, ma dalle attività private che utilizzano solventi chimici nelle loro lavorazioni. Regione, Provincia e Comuni, tuttavia investiranno loro fondi per la bonifica, in quanto si tratta di un problema che va risolto e che non può attendere oltre, costituendo un’assoluta priorità, ma i privati debbono fare la loro parte, soprattutto coloro che hanno provocato l’inquinamento e che oggi non possono sottrarsi alle loro responsabilità.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 novembre 2007 - 877 letture

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