Pesaro: riflessioni sul cinema, stavolta c’è Greenaway

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Torna nel week end l’appuntamento oramai consueto, nella Sala del consiglio comunale, con il ciclo di conferenze “Cinema: il piacere degli occhi” a cura di Paolo Montanari, in collaborazione con l’Istituto culturale italo-tedesco di Pesaro, Comune, Provincia e Mediateca delle Marche.

dalla Provincia di Pesaro e Urbino
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Sabato 17 novembre, alle 18.30, Gianfranco Boiani, regista e docente all’Università di Macerata, rifletterà insieme a Montanari su “Peter Greenaway: cinema e sperimentazione visiva”.

Figura decisamente eclettica (è regista, autore cinematografico, pittore, studioso di architettura, videoartista), Peter Greenaway appartiene al gruppo di artisti che, a cavallo degli anni ’70 e ’80, dà vita al cosiddetto “rinascimento” del cinema inglese. “Il modo di fare cinema di Greenaway – sottolinea Montanari – risente di molteplici influenze, non ultime le nuove tecnologie digitali. Sue peculiarità sono, poi, il rigore formale e la suggestione delle immagini per affrontare temi forti, trattati spesso come ossessioni, quali il sesso, la morte i numeri, gli enigmi”.

Il primo lungometraggio realizzato è “The falls” (1980), ma solo due anni dopo, con il successo de “I misteri del giardino di Compton House” (1982), l’artista inglese s’impone all’attenzione della critica e di un pubblico selezionato. Seguono i film “Lo zoo di Venere” (1985), “Il ventre dell’architetto” (1987) e “Giochi nell’acqua” del 1988, con cui Greenaway vince il Festival di Cannes. Significativi, nel campo della videoarte, i suoi otto capitoli sull’Inferno dantesco.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 novembre 2007 - 656 letture

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