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Macerata: inizia la raccolta dello zafferano

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Il progetto sulla diffusione della coltivazione dello zafferano nel settore pedemontano e montano della Provincia di Macerata, che vede coinvolte l’Università degli studi di Camerino e l’assessorato all’Agricoltura dell’Amministrazione provinciale, è giunto alla fase conclusiva della stagione produttiva 2007.

dalla Provincia di Macerata
www.provincia.mc.it

Sabato prossimo – 27 ottobre – sui campi sperimentali di Fiordimonte, si svolgeranno le operazioni di raccolta dello zafferano. Nell’occasione gli esperti dell’Università di Camerino (Dipartimento di Scienze Ambientali sezione di Botanica ed Ecologia), coordinati da Andrea Catorci, e l’agronomo Demetrio Pancotto saranno presenti per una visita guidata ai campi di produzioni e alle fasi della raccolta presso l’azienda agricola Angeli, in località Taro. Il ritrovo per tutti coloro che desiderano partecipare è alle 9,45 davanti al Municipio di Pievebovigliana. Oltre alla raccolta sul campo, si potrà assistere alla separazione dal fiore dei filamenti di zafferano e alla successiva fase di essiccazione.

La coltivazione dello zafferano nell’alto maceratese è iniziata nell’ambito di ricerche e sperimentazioni coordinate dall’Università camerte per comprendere la vocazionalità del territorio nei confronti della coltivazione di piante officinali e medicinali. Con la collaborazione del Gal Sibilla si è riscontrato che la produzione di zafferano è assolutamente confacente alle attività agricole di determinate zone e altitudini della provincia di Macerata e l’azienda di Mirko Angeli a Taro di Fiordimonte è stata tra le prime a mettere a disposizione appezzamenti di terreno per tali sperimentazioni.

“Negli ultimi anni – sottolinea l’assessore provinciale all’Agricoltura, Luigi Carlocchia – è cresciuta in tutti il maceratese una particolare attenzione verso colture nuove o alternative. Nel solo 2006 oltre 500 ettari di terreno sono stati utilizzati per tali nuove produzione, con particolare attenzione a timo, salvia, origano, lino, menta e coriandolo. Le aziende agricole che si sono indirizzate in questo settore sono più di 70 e per molte di esse le colture alternative possono rappresentare una vera e propria ‘nicchia’ anche da un punto di vista economico”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 ottobre 2007 - 1305 letture