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Padre Matteo Ricci: un missionario 'mandarino'

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La Regione Marche ha richiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di dichiarare “Evento di interesse nazionale” il quarto centenario della morte di Matteo Ricci

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it

Lo rende noto il presidente Gian Mario Spacca, che ritorna sull’argomento dopo averlo introdotto in occasione dell’iniziativa sull’internazionalizzazione svoltasi il 2 ottobre all’Abbadia di Fiastra.

Inoltre, nel 2011 si celebrerà il 150° anniversario dell’Unità d’Italia che sarà oggetto di iniziative del Governo in varie centri del Paese. La proposta è che nelle Marche si realizzi un Istituto per lo sviluppo delle relazioni Italia-Cina e anche una esposizione permanente sulla figura e l’opera del missionario in estremo Oriente. A metà settembre la giunta regionale ha affrontato questo tema, che si è concretizzato in un vero e proprio progetto che è stato inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Spacca ricorda che Padre Matteo Ricci, di origini maceratesi, è stato un insigne filosofo e scienziato, che ha raggiunto con la forza della sua tenacia la lontana Cina, nel 1580, primo straniero ad essere accolto nella Città Proibita, ospite dello stesso imperatore, e, soprattutto, la sua popolarità in Cina e nel Continente asiatico è tuttora straordinaria: “per rendere l’idea, spiega il presidente, viene vissuto come una sorta di Leonardo da Vinci, per la qualità dei suoi studi e il suo carisma. La sua instancabile opera, i suoi scritti - di formazione ed educazione, rivolti principalmente ai giovani - sono considerati ancora attuali e hanno aiutato la comprensione del mondo occidentale.” “A noi piace ricordarlo per aver tessuto le fila del dialogo tra Occidente e Oriente, andando a cercare le affinità, quei punti di contatto e di incontro, molto più numerosi di quanto si possa credere.”

“Le finalità dell’Istituto, sottolinea Spacca, riguardano la necessità di approfondire le relazioni e promuovere progetti di collaborazione tra i due Paesi, favorendo una maggiore conoscenza delle reciproche realtà economiche, culturali e sociali, mentre gli obiettivi dell’esposizione permanente puntano alla valorizzazione della figura di Matteo Ricci, la promozione del territorio e il completamento del museo diffuso regionale.” Nella scheda del Progetto, inviata al Governo, si entra nel merito dell’iniziativa. L’esposizione permanente potrebbe essere ospitata dalla Biblioteca Comunale –ex palazzo delle Terme. Il museo potrebbe interessare una vasta area dell’edificio delle terme, attiguo al convento dei Gesuiti, struttura che ha ospitato le scuole frequentate dal giovane Matteo. Inoltre, a poca distanza sorge Palazzo Ricci, alla cui famiglia appartiene lo stesso missionario. Si vuole quindi anche valorizzare i luoghi “ricciani” della città di Macerata.

Insomma, conclude Spacca, un’operazione culturale, che dà prestigio alle Marche, ci colloca come primo “ponte” con la Cina, ci offre la possibilità di approfondire scambi e relazioni, interpreta bene il carattere marchigiano di guardare lontano, di essere un naturale e curioso esploratore alla ricerca di sempre nuove opportunità.

PADRE MATTEO RICCI
- 1552 nasce a Macerata da illustre famiglia;
- 1561 inizia a frequentare il collegio dei Gesuiti di Macerata e continua gli studi sempre a Macerata;
- 1568 è alla Sapienza di Roma, iscritto a Giurisprudenza;
- 1571 chiede di diventare novizio della compagnia dei Gesuiti, presso la chiesa di S. Andrea al Quirinale;
- 1572 inizia un percorso tra Firenze e Roma;
- 1577 fa parte di un gruppo di missionari che la Compagnia dei Gesuiti decide di inviare in Oriente. Inizia il viaggio: Genova, Spagna, Lisbona (unico luogo da cui si poteva partire per l’Oriente). Parte per Goa, dove approda, dopo un viaggio avventuroso, compreso un faticoso naufragio;
- 1580 viene mandato a Cocìn per rimettersi in salute. Qui riceve gli ordini sacri;
- arriva a Macao, con l’intenzione di studiare il cinese ed entrare in Cina. Inizia un percorso non facile ma nel:
- 1594 è a Shaozhou, dove fa amicizia con un potente mandarino di cui curerà il figlio e che lo porterà con sé a Nanchino. Ma ormai, Pechino, sta per aprirgli le porte, nonostante ulteriori vicissitudini;
- 1602 entra a Pechino con un’autorizzazione scritta dell’imperatore Wanli. Assume il grado di mandarino Inizia un lavoro incessante e particolarmente apprezzato dai cinesi: ristampa del Mappamondo cinese; stampa di trattati religiosi, tra cui il “Sommario della dottrina cristiana e le Venticinque sentenze morali”, pubblica la traduzione dei primi sei libri della geometria di Euriclide, in collaborazione con un amico cinese;
- 1610 muore a Pechino e, per la prima volta in assoluto, viene concesso un terreno dello stato per la sepoltura di uno straniero;


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 ottobre 2007 - 1044 letture