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Ancona: continua la protesta di Tavernelle contro l'antenna

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Dopo il tempestoso Consiglio comunale del 18 settembre, e la mozione debole e insufficiente che ne era scaturita, ci si poteva forse aspettare di meglio?

dal Comitato "No all'Antenna"

E infatti, non solo non c'è stato alcun miglioramento visibile nella situazione del cantiere per la maxi-antenna di Tavernelle, ma i lavori hanno cominciato ad accelerare, con il sole e con la pioggia. Tra il 26 e 27 sono stati già montati sei ripetitori, preparate delle centraline elettriche, e la conclusione dell'opera è ormai vicina: è così che i Gestori danno retta alla richiesta del Sindaco? Ma a questo punto ci chiediamo: la lettera promessa dalla Giunta, il cui invio era stato immediatamente proclamato sui giornali, è davvero partita?

Ci attiveremo subito per verificare la questione; comunque, delle due l'una:
1. la lettera annunciata deve ancora partire, o peggio essere scritta, e sarebbe un fatto di gravità sorprendente, visti i precedenti (il pronunciamento del Consiglio comunale di marzo, e il bis della settimana scorsa), oppure
2. la lettera è partita, e allora significa che il peso politico del Sindaco di Ancona, nei confronti delle aziende con cui il Comune si trova a trattare, è pressoché pari a zero. Non riusciamo a vedere una terza possibilità, anche se ci piacerebbe; auspichiamo che ci sia dato modo di scoprirla, nel prossimo incontro con il Sindaco del 5 ottobre.

Speriamo, in quell'occasione, di avere chiarimenti su questa faccenda nata male e cresciuta peggio, rassicurazioni non di facciata ma sostanziali, sulla tutela della salute dei cittadini. Speriamo si possa capire qualcosa di più sull'oggetto misterioso: il piano di localizzazione delle antenne, che avrebbe dovuto essere pronto da anni, e ora forse in fretta e furia sarà allestito, nel giro di pochi mesi o settimane. E ci piacerebbe, se fosse possibile, non dare credito a un sospetto che invece è molto forte: il sospetto che questo piano finirà per sanare l'esistente, identificando come idonei - guarda caso - proprio i luoghi dove sorgono attualmente o stanno sorgendo delle antenne; rinunciando a un serio studio sulle possibili e opportune collocazioni e soprattutto eventuali delocalizzazioni di impianti potenzialmente dannosi.

Sarebbe non solo una grossa occasione sprecata per fare ordine in una questione complessa e controversa; sarebbe - se così fosse, e preferiamo non crederci - una autentica scelleratezza da parte degli amministratori, a danno dei cittadini che da quegli amministratori dovrebbero essere tutelati."


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 ottobre 2007 - 949 letture