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Pesaro: sulla variante Pesaro-Fano la Regione si faccia sentire

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Summit dei parlamentari marchigiani Massimo Vannucci, Renzo Lusetti e Oriano Giovanelli con i vertici dell’Anas.

dalla Provincia di Pesaro e Urbino
www.provincia.pu.it

Si è svolto nei giorni scorsi per la particolarità del momento, con le Camere al varo del Dpef insieme all’allegato sulle infrastrutture e il piano quinquennale Anas in attesa del parere delle Regioni. Al centro dell’incontro, il completamento della Fano-Grosseto e la variante alla statale 16 fra Pesaro e Fano. Nel primo caso il presidente dell’Anas ha confermato l’impegno a “esperire gli atti e le gare entro l’anno per reperire il promotore finanziario in grado di realizzare l’opera e gestirla attraverso la finanza di progetto”.

Anas solleciterà le Regioni a definire le ultime decisioni da prendere sul tracciato umbro e toscano. Il tratto collegherà infatti l’autostrada A1 Arezzo con la A14 Fano assumendo i caratteri di autostrada strategica e corridoio europeo. Per la variante Pesaro-Fano, racconta Vannucci, “sono state valutate e rimangono aperte tutte le possibilità a partire dalla diretta realizzazione da parte di Anas collegando il progetto con quello della terza corsia autostradale per il quale il presidente ha assunto l’impegno di riprendere la trattativa con società Autostrade per collegarla alla Fano-Grosseto”. È stato sottolineato da tutti che “l’infrastruttura non è più rinviabile per i problemi di percorribilità e sicurezza che il tratto presenta”.

L’onorevole Vannucci si è dichiarato soddisfatto dell’incontro “approfondito e dettagliato, che ha permesso l’assunzione di impegni precisi. Ora la Regione deve assolvere il suo ruolo e rispettare gli impegni per i quali fino a ora non si è vista la determinazione necessaria con grave rischio di squilibri regionali. Le Marche avevano assunto l’impegno che la variante Pesaro-Fano fosse una priorità, ora devono pretendere che il Ministero la inserisca nella programmazione e che venga compresa nel piano quinquennale Anas, pena la mancata approvazione. Bisogna che la Regione si faccia sentire e operi come le altre che pretendono il rispetto dei propri diritti».


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 luglio 2007 - 1163 letture