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L'allerme incendi nelle Marche finisce al Consiglio dei Ministri

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Soddisfazione del presidente Gian Mario Spacca per il provvedimento del Governo che riguarda le Regioni del Centro-sud, relativo alla dichiarazione dello stato d’emergenza per gli incendi.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it

“Le Marche, rispetto ad altre regioni – osserva Spacca - hanno avuto un numero di incendi minore, ma le aree interessate sono di vaste proporzioni e soprattutto hanno riguardato zone ad alto valore ambientale e paesaggistico; pertanto il danno che abbiamo subito è grave sotto diversi profili, compreso quello economico-turistico.

Nonostante la situazione di estrema gravità ed emergenza è stato garantito un buon livello di coordinamento tra tutte le forze preposte, che hanno trovato un punto di sintesi nel Dipartimento della Protezione Civile regionale e nella sua sala operativa: grazie a questo elemento si è potuto circoscrivere il numero degli incendi, visto che i controlli hanno consentito di stroncare sul nascere molti focolai.”

Il coordinamento ha funzionato anche con il livello nazionale, a cui la Protezione civile regionale ha garantito il massimo di informazione con relazioni costanti. Queste le aree più colpite divise per provincia: Borgo Pace, Piobbico, Frontone, Cagli nella provincia di Pesaro-Urbino; Genga e Fabriano in quella di Ancona; Cingoli, Apiro, Serravalle, in quella di Macerata; Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Roccafluvione, Montemonaco in quella di Ascoli Piceno.

L’evacuazione delle abitazioni ha riguardato, in particolare, le zone colpite in quest’ultima provincia. “Il riconoscimento dello stato di emergenza prende atto dei gravi danni che si sono avuti al patrimonio boschivo, all’agricoltura, allevamenti, alle imprese, soprattutto quelle che lavorano con il legno e al paesaggio. Da queste analisi sarà possibile partire per mettere a punto interventi mirati che consentano un aiuto a chi è stato danneggiato e una programmazione per riportare la situazione ad una condizione di normalità, ricostruendo quanto è andato distrutto.

La siccità ma, purtroppo, anche la colpa e il dolo, hanno reso questo primo scorcio d’estate molto pesante. “Sicuramente la migliore risposta è ripartire, con il concorso di tutti, degli enti locali, delle Comunità montane, dei volontari che, anche in questa circostanza, hanno dato prova di grande impegno. Il paesaggio è il nostro biglietto da visita –ha affermato il presidente - quello che presenta non solo il territorio, ma anche la nostra comunità. Quello marchigiano, per anni, è stato preservato dalla cura dell’uomo, consegnando un’immagine di armonia, di solidarietà e convivenza civile che non vogliamo venga infranta.”


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 luglio 2007 - 939 letture