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Urbino: le Rocche di Francesco Di Giorgio Martini all’Unesco

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“Le rocche e le fortezze militari di Francesco di Giorgio Martini in un circuito culturale afferente a Urbino e tutelato dall’Unesco, sul modello dei castelli francesi della Loira”.

dalla Provincia di Pesaro e Urbino
www.provincia.pu.it

E’ la suggestiva proposta lanciata dal presidente della Provincia Palmiro Ucchielli, dopo il protocollo d’intesa sottoscritto nei giorni scorsi da Comune di Urbino, Provincia, Arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado, Università e Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici delle Marche, per la stesura del “Piano di Gestione” del centro storico di Urbino, iscritto dal 1998 nella lista dei siti “patrimonio dell’umanità” dell’Unesco.

Il documento, che sarà redatto dall’amministrazione comunale della città ducale, d’intesa con gli enti firmatari dell’accordo, definirà le future strategie per la conservazione e la valorizzazione dell’area tutelata, estendendo le politiche di sviluppo socio-economico anche al territorio di riferimento del sito, in linea con l’impianto normativo definito dalla legge 77/2006 e con le indicazioni dettate negli ultimi anni dal ministero per i Beni e le Attività Culturali.

“Con il Piano di gestione e in accordo con il Comune di Urbino – spiega Ucchielli – ci proponiamo di avviare dalla città ducale, che rimarrà il principale polo catalizzatore, un “unicum” di beni monumentali e culturali di primo ordine nel contesto internazionale che si snoderà sui percorsi delle rocche militari di Francesco di Giorgio Martini. Sarà un sistema integrato che vedrà la collaborazione dei Comuni che presentano segni di continuità culturale e storica con il contesto e la tradizione urbinate”.

Coinvolte nel futuro circuito, dunque, le costruzioni militari edificate e ristrutturate dal celebre architetto senese che operò a lungo nei luoghi del Ducato di Urbino alla fine del XV secolo: la rocca ubaldinesca di Sassocorvaro, la fortezza di Cagli, la rocca roveresca di Mondavio, il fortilizio di Sant’Agata Feltria, la rocca di Frontone, la fortezza di San Leo, la rocca malatestiana di Fossombrone e la fortezza malatestiana di Montecerignone.

“Il modello a cui guardiamo - conclude Ucchielli - è la rete dei castelli della Loira, da Sully-sur-Loire a Chalonnes-sur-Loire. Grazie alla sinergia tra i Comuni coinvolti sarà possibile promuovere la valorizzazione del territorio provinciale e regionale, insieme all’offerta turistica, innescando una spirale virtuosa e produttiva per l’intera area interessata dal progetto”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 luglio 2007 - 970 letture