counter
SEI IN > VIVERE MARCHE >

Macerata: applausi per ''Vita d'Adriano''

3' di lettura
1036

Ancora una grande serata per il festival “Terra di Teatri”, la rassegna che, promossa dalla Provincia di Macerata, intende armonizzare e veicolare l'immagine complessiva degli eventi e delle produzioni di qualità in programma nel maceratese durante la stagione estiva.

dalla Provincia di Macerata
www.provincia.mc.it

Ad andare in scena sabato scorso, nelle ex Fonderie Marinelli di Civitanova, trasformatesi per l’occasione in un suggestivo anfiteatro all’aperto, la prima nazionale dello spettacolo “Vita d’Adriano, memorie di un cecchettaro nella neve”, diretto e interpretato da Giorgio Felicetti, scritto dallo stesso Felicetti, da Francesco Niccolini e da Andrea Chesi.

Il cuore della vecchia Civitanova operaia è tornato così a pulsare per una notte. Il monologo raccontato da Giorgio Felicetti è la riproposizione della vicenda umana di un uomo, l’operaio Adriano, e di una fabbrica, la Officine Meccaniche Cecchetti di Civitanova. Due percorsi storici che, insieme, hanno attraversato la storia di mezzo '900. La Fabbrica Cecchetti è stata una delle più importanti fabbriche italiane per la costruzione e la riparazione di carri e carrozze ferroviarie.

“Raccontare della Cecchetti – spiega Carla Monachesi che come assessore al Lavoro della Provincia di Macerata ha sostenuto il progetto - vuol dire parlare del lavoro di fabbrica di tutto il '900 italiano: le condizioni di lavoro, la presa di coscienza della propria condizione, l’orgoglio di essere “cecchettaro”, i pericoli e gli incidenti sul lavoro, gli scioperi, i licenziamenti, la chiusura, avvenuta nel 1994, per mancanza di commesse a causa di una presenza terribile all'interno della fabbrica, l'amianto”.

A scandire i ritmi e i tempi del racconto sono proprio i ricordi dell'operaio Adriano. Felicetti col suo monologo ha commosso, fatto ridere il numeroso pubblico, fra cui si è registrata la partecipazione di molti operai della Cecchetti e dei loro parenti, lo ha portato ad identificarsi con quest’operaio in pensione. E come un pugile ha colpito, e con maestria da grande narratore, ha saputo dove farlo. Ha colpito al cuore, allo stomaco, alla testa. Un’ora di ricordi, privi di toni nostalgici, che a momenti si asciugavano fino a toccare una drammaticità assoluta. I treni, le rotaie, la fonderia, le chiacchiere negli spogliatoi ed un sogno, il sogno più grande di tutti, quello del suo compagno boxeur: partecipare alle olimpiadi di Roma nel '60. Per Giorgio Felicetti il suo lavoro vuole essere anche un omaggio alla città di Civitanova Marche. “E’ il posto in cui sono nato, e se uno in un posto ci è nato, prima o poi ci ritorna. E io ci sono tornato alla mia maniera, con un racconto di cuore e di memoria”.

Lo spettacolo “Vita d’Adriano”, non si ferma al debutto civitanovese: la storia riproposta in forma di monologo, sarà esportata nei teatri italiani e all’estero, a settembre debutterà al Festival Internazionale di Teatro del Canton Ticino, in Svizzera e verrà trasmessa dalla Rete Due della Radio Svizzera Italiana, e a seguire, ci sarà la pubblicazione di un libro con il testo.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 luglio 2007 - 1036 letture