Agostini replica al consigliere Altomeni sulle deroghe al commercio

2' di lettura 30/11/-0001 -
“Alla luce delle considerazioni “estive” che il consigliere regionale del Partito della Rifondazione Comunista esprime in una nota, mi sembra opportuno fare alcune precisazioni. " dice Agostini.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Le argomentazioni invocate sulla situazione della liberalizzazione del commercio, non solo sono fuorvianti, ma non tengono conto della correttezza dei rapporti che si sono instaurati all’interno della maggioranza che guida la Regione Marche. Vorrei ricordare al collega consigliere che quando ci si impegna su una questione che regge l’intero governo regionale- che tra l’altro per definizione è collegiale- è sbagliato o quanto meno sleale assumere posizioni di parte.

In ogni caso, è pur vero che il sottoscritto si era impegnato a portare all’approvazione, non le modifiche agli orari, ma il Testo Unico sul commercio. Sta di fatto che nel frattempo sono intervenuti accadimenti fondamentali per questa materia. O non sa Altomeni che i decreti Bersani sono stati convertiti in legge e determinano scenari completamente diversi , soprattutto in fatto di orari e distanze? Sono norme che, qualora Altomeni lo ignorasse, pongono in primo piano il cittadino consumatore favorendo condizioni di vivibilità migliore. Tutto ciò, ovviamente nel pieno e assoluto rispetto dei diritti dei lavoratori che non possono essere messi minimamente in discussione.

Ritengo inoltre doveroso ricordare allo stesso consigliere che presso l’assessorato regionale al Commercio, si sono svolte più riunioni con i gruppi consiliari di maggioranza proprio per informare sull’evolversi della situazione. Riunioni tenutesi anche con le organizzazioni sindacali, con le quali stiamo costruendo un percorso che, a partire dal monitoraggio, possa portare ad una proposta condivisa.

Purtroppo spiace constatare che il gruppo consiliare a cui il consigliere Altomeni appartiene, non è stato mai presente a tali incontri. Per questo forse Altomeni non è informato su alcune questioni, come ad esempio che la Commissione Europea sta concludendo una procedura di infrazione contro l’Italia proprio in materia di orari, distanze e superfici di vendita, perché bloccano di fatto la libera concorrenza. E proprio per garantire che ogni cittadino UE sia messo in condizioni di partecipare alla vita economica di uno stato membro diverso dal proprio. O è un diritto che Altomeni non approva? Per questo dovrebbe rivolgersi ad altre istituzioni o gruppi per cambiare il Trattato CE… “





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 luglio 2007 - 830 letture

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