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Ancona: tra le prime città in Italia per la qualità dell’acqua potabile

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Dai rubinetti di Ancona sgorga acqua minerale: un’acqua che non ha nulla da invidiare a quella della minerale in bottiglia.

dal Comune di Ancona
www.comune.ancona.it

Lo dicono i dati di Multiservizi, l’azienda di gestione del sistema idrico territoriale e lo certifica anche Altroconsumo, citato oggi dal Corriere della Sera, che riporta i risultati delle analisi dell’associazione sull’acqua di rubinetto delle maggiori città italiane e stila una classifica in cui il capoluogo marchigiano è al sesto posto, dopo Aosta, Bergamo, L’Aquila e Pavia e prima di Benevento, Campobasso, Perugia e Roma.

Anche Ancona ha messo in atto una campagna di sensibilizzazione dei cittadini che vede impegnati i maggiori comuni italiani nella promozione dell’acqua del rubinetto in sostituzione della minerale in bottiglia.

Il caso reso celebre dalla stampa nazionale è quello statunitense: il sindaco di New York ha infatti intrapreso una crociata per promuovere questo tipo di consumo, che ha tra i suoi vantaggi principali quello di contribuire alla tutela dell’ambiente: Le bottiglie della minerale, dicono gli ambientalisti statunitensi, inquinano, così come il processo di distribuzione.

E il processo di produzione contribuisce al surriscaldamento globale.
Su questa stessa lunghezza d’onda si ritrovano anche molte città italiane, nonostante l’Italia sia il primo consumatore al mondo di acqua minerale (172 lt pro capite annui): Roma ha stilato una carta d’identità dell’acqua capitolina per promuoverne il consumo, nelle mense scolastiche di Milano si beve solo acqua del rubinetto e in consiglio comunale a Firenze i distributori di bottigliette sono stati sostituiti dall’acqua corrente. E Ancona non è da meno: anche l’azienda Multiservizi promuove l’uso dell’acqua del rubinetto, in particolar modo attraverso un rapporto costante con le scuole, attraverso incontri in classe sulla risorsa idrica e visite alle sorgenti di Gorgovivo a Serra San Quirico, condotte da operatori ambientali specializzati. Rivolta alle classi elementari e medie che hanno sede nei 45 Comuni dell’Ambito, l’iniziativa rivolta alle scuole vede ogni anno l’adesione di 1200/1500 ragazzi.

Nell’anno appena concluso ha interessato 1600 ragazzi. In queste e in altre occasioni l’azienda distribuisce ai visitatori una carta di identità dell’acqua anconetana, dalla quale si evince che la nostra acqua del rubinetto, con i suoi valori e le sue proprietà, regge il confronto, e spesso supera le minerali più famose.
Anche in Comune si beve acqua del rubinetto: la giunta, su proposta del presidente del Consiglio, ha stabilito l’installazione a Palazzo del Popolo di un erogatore collegato direttamente al tubo dell’acqua del rubinetto, in grado di refrigerarla o renderla frizzante, conservandone intatte tutte le caratteristiche. La Multiservizi, inoltre, propone agli utenti l’acquisto di una versione “casalinga” di questo erogatore, che in Municipio è attivo dal mese di maggio.

Una recente indagine sul gradimento del sistema idrico sugli utenti residenti nei Comuni dell’Ambito territoriale gestito da Multiservizi> evidenzia che ad Ancona il 35 per cento della popolazione beve l’acqua del rubinetto, contro il 43,4 per cento dell’intero Ambito.

I dati forniti dall’azienda Multiservizi sulla qualità dell’acqua distribuita nella città di Ancona dicono che l’acqua che arriva ai rubinetti è di ottima qualità e può essere bevuta tranquillamente. L’unico trattamento che subisce è la disinfezione attraverso il biossido di cloro, obbligatoria per legge.

I parametri dell’acqua del rubinetto distribuita ad Ancona hanno dei valori che si collocano ben al di sotto dei limiti massimi previsti dalla legge, tanto da poter qualificare l’acqua medio-minerale, particolarmente buona, con ottime qualità organolettiche (calcio 83,6 mg/l; durezza °F 26; residuo fisso 327).

I controlli sull’acqua del rubinetto sono garantiti dal laboratorio analisi interno della Multiservizi, certificato Iso 9001 e dalle autorità sanitarie. Il timore di inquinamento delle falde nel caso di Ancona non trova riscontro nella realtà perché le sorgenti Gorgovivo si trovano all’interno del complesso del Monte San Vicino, dove l’acqua arriva dopo un lungo processo di filtrazione che la arricchisce di sali minerali e la depura da possibili elementi inquinanti.

Le analisi comparative condotte dimostrano che l’acqua del rubinetto possiede caratteristiche organolettiche simili o spesso superiori a qualsiasi acqua bevuta in bottiglia.

L’Acqua distribuita nella città di Ancona proviene dalle sorgenti di Gorgovivo, situati nel cuore del complesso montuoso del monte San Vicino. I pozzi di captazione si trovano nel comune di Serra San Quirico, a circa 40 chilometri dalla costa. Ogni anno sono immessi nella rete di Ancona (che comprende anche Falconara) 15.000.000 metri cubi d’acqua. Per assicurare il rifornimento della città, l’acqua è stoccata in 12 serbatoi collocati a Torre D’Ago, Candia, Paterno, Montesicuro, Sanzio, Monte Baldino, Monteacuto, Varano, Portonovo, Monte Zoia, Castellano, Sappanico.

La rete di sitribuzioe dell’acqua è lunga 520 km e registra una percentuale di perdite pari al 20 per cento. La utenze, domestiche e non domestiche, sono circa 60 mila. La disponibilità d’acqua media giornaliera pro capite, compresi i consumi industriali, è di 250 litri al giorno.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 luglio 2007 - 2527 letture