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Fano: ristabilita la caccia braccata al cinghiale, esplode la protesta

3' di lettura 30/11/-0001 -
I cacciatori ce l’hanno messa tutta. Hanno organizzato assemblee, hanno diffuso notizie false e tendenziose attraverso manifesti e comunicati stampa, hanno spedito Sindaci e Presidenti di Comunità Montane a protestare presso gli uffici regionali, hanno minacciato azioni clamorose, e infine sono riusciti ad ottenere la modifica della D.R. 60/2007, che definisce le misure di conservazione di SIC e ZPS.

da Lupusinfabula


Tutto per riuscire ad esercitare la caccia al cinghiale nella forma della braccata, anche nelle aree tutelate ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE. La Giunta Regionale ancora una volta è piegata al ricatto elettorale di un pugno di cacciatori, che rappresenta appena il 2% dei cittadini marchigiani.

Ciò che crea sconcerto e preoccupazione è la qualità di questa classe politica, sempre più incapace di rappresentare gli interessi diffusi ed il bene comune, ma pronta a difendere gli interessi corporativi e le clientele elettorali.

Molti rappresentati della comunità, dal piccolo comune (Apecchio) alla Comunità Montana (Catria e Nerone), dalla Provincia di Pesaro e Urbino ad alcuni consiglieri e assessori regionali, gente che é pagata da noi cittadini per governare il territorio tenendo presente gli interessi della collettività, la salvaguardia dell'ambiente e l'ottemperanza alle leggi vigenti, pur di accontentare la lobby dei cacciatori, hanno mosso una crociata contro la delibera 60/2007, infarcendo le loro ragioni con del populismo esasperato, rappresentando le aree protette come musei chiusi e imbalsamati, trascurando il senso e i contenuti delle direttive comunitarie. Qualcuno, come D’Anna, ha anche proposto di spostare le Z.P.S. nelle aree demaniali, a dimostrazione della più assoluta e colpevole ignoranza in materia. I siti della Rete Natura 2000 sono stati individuati e localizzati in un dato luogo, perché lì esistono habitat o vivono specie di interesse comunitario, e non avrebbe senso spostarli altrove: sarebbe come dire, portiamo l'aquila del Catria sul Carpegna.

La nuova delibera regionale 482 del 14/05/2007 si arrampica sugli specchi per motivare la compatibilità delle battute al cinghiale, con le finalità di conservazione per cui sono state istituite le aree protette. Non sono indicati dati scientifici ad avvalorare le ragioni delle modifiche, ma solo generici richiami alla diffusione della caccia al cinghiale come pratica venatoria ed alla necessità (dicono) di tenere sotto controllo la specie, pericolosa per l’uomo (?) e con un impatto negativo sull’agricoltura.

Le nuove regole della caccia in braccata nelle Z.P.S. e nei S.I.C. sono una presa in giro, perché non diminuiscono affatto l’impatto sugli habitat e sulle specie di interesse conservazionistico. Altra chicca della nuova delibera è l’esenzione dai vincoli per le gare sportive già programmate e autorizzate: altro regalo fatto appositamente a qualcuno.

La Lupus insieme ad altre associazioni ambientaliste sottoporranno le normative marchigiane all'Unione Europea per verificare se permangono i criteri minimi di salvaguardia del patrimonio da tutelare, pena vedersi infliggere pesanti procedure di infrazione





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 maggio 2007 - 1390 letture

In questo articolo si parla di fano, provincia di pesaro urbino





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