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Macerata: conferita la laurea honoris causa a Josef Weiler

3' di lettura 30/11/-0001 -
"Non stiamo vivendo il momento più fausto della storia dell’integrazione europea. L’Europa cresce su grandiosi obiettivi e scadenze: Mercato Unico, Unione Monetaria, Allargamento, la Costituzione. Ora appare alla deriva, in cerca di soluzione tecniche, perseguendo un nuovo scopo che ancora deve essere trovato”".

dall' Università di Macerata


Il tema complesso del processo di integrazione europea è stato al centro della lectio doctoralis di Joseph Weiler, professore di Diritto alla New York University, uno dei maggiori studiosi dei profili giuridici dell’integrazione europea, che ha ricevuto questa mattina in Aula Magna dall’Università di Macerata la laurea honoris causa in Giurisprudenza. Il riconoscimento si inserisce nella tradizione con la quale l’Ateneo “intende onorare personalità di rilievo internazionale, che si sono distinte per l’originalità e la rilevanza del loro impegno e della loro ricerca”, ha sottolineato il rettore Roberto Sani.

Per Weiler è stata la “seconda volta” a Macerata, dove è giunto alcuni anni fa per un corso di eccellenza sulla Costituzione europea. Inoltre, “gli studi di Weiler sul diritto costituzionale, per il profilo metodologico, richiamano l’opera di due grandi studiosi italiani fondamentali per il diritto costituzionale italiano ed entrambi, circostanza oggi ancor più significativa, legati al nostro Ateneo maceratese: penso a Costantino Mortati e a Mauro Cappelletti”, ha fatto notare Andrea Simoncini, docente di diritto costituzionale, che ha pronunciato la seconda parte della tradizionale laudatio, dopo l’intervento di Enzo Cannizzaro, docente di diritto internazionale. Quindi, dopo la lettura del conferimento da parte del preside della Facoltà di Giurisprudenza Rino Froldi e la consegna del diploma honoris causa, Weiler ha trattato il tema del ruolo dei valori nel processo di integrazione europea.

“Non offrirò soluzioni nitide – ha detto in premessa -. Cercherò di essere chiaro circa contraddizioni e paradossi”. E ha specificato: “Non sono qui per presentare una prospettiva americana. Sì, attualmente vivo a New York, città che amo, probabilmente seconda sola a Parigi. Ho insegnato e svolto ricerca in alcune eccellenti università americane: Michigan, Harvard, e in anni recenti, la New York University. Ma non sono qui per presentare un punto di vista americano, non solo perché io non sono americano. È perché non so cosa questo voglia dire”.

La lezione si è focalizzata, appunto, sui valori, che “sono centrali per la struttura europea. Abbiamo bisogno di una comunità come indispensabile blocco fondativo della democrazia”, ha sostenuto Weiler. “Sappiamo, empiricamente, che c’è qualcosa che non va nella forza d’attrazione mobilizzatrice dell’Europa – ha aggiunto -. Affluenze sempre più basse alle elezioni europee, un’indifferenza al dibattito costituzionale, mediocri risultati dell’Eurobarometro sono solo alcune delle indicazioni più visibili. C’è, sicuramente, una crisi di significato. Voglio esaminare quei più classici valori – pace, prosperità, sovranazionalismo, democrazia, diritti umani – così come si presentano nel contesto dell’integrazione europea e sondare alcune delle loro ambiguità, sia concettuali che empiriche.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 maggio 2007 - 1029 letture

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