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Una ricerca sulla qualità dell'aria e produzione di energia rinnovabile

3' di lettura 30/11/-0001 -
Ricerche per l’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) di Ancona, Falconara e Bassa Valle dell’Esino: il Progetto, che parte dall’area ad alto rischio, punta a interessare in maniera più complessiva il territorio regionale, è stato presentato in Regione dal presidente Gian Mario Spacca, dal Rettore Marco Pacetti e dall’assessore Marco Amagliani.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Il Presidente ha spiegato che la Ricerca si è resa possibile da un’Intesa siglata da Regione, Ministero per l’Ambiente e Università, che, attraverso l’utilizzazione di fondi CIPE, assegna 1.450 milioni di euro, destinati a raddoppiarsi se si considera che, con il meccanismo del coofinanziamento, si aggiungono risorse dell’Università e dei Privati.

Un Progetto importante che evidenzia l’ottimo rapporto che esiste con il Ministero dell’Ambiente, insieme al quale la Regione è riuscita a sboccare risorse che altrimenti sarebbero state destinate ad altri territori, ha sottolineato il presidente. Una ricerca che sicuramente rientra, ha detto, tra quelle che hanno ottenuto il maggior importo finanziario per l’Università Politecnica delle Marche.

Il programma di ricerca si articola in sei progetti, che avranno la durata di 18 mesi. In particolare, i primi due, riguardano la qualità dell’aria, come si comprende argomento centrale per esercitare un monitoraggio nell’area ad alto rischio. Ma prevede anche soluzioni tecniche volte ad abbassare le criticità, attraverso, ad esempio, l’istituzione di sistemi anche ridotti: piccole caldaie, per intenderci, che, oltre a produrre acqua calda siano in grado di fornire anche energia elettrica pulita. Caldaie, i cui prototipi in via sperimentale, verranno inizialmente realizzate e impiantate in condomini dell’area di Falconara, Chiaravalle, Jesi.

L’intero meccanismo è particolarmente interessante perché punta a coinvolgere direttamente industrie marchigiane, che già sono leader nel settore della produzione di energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico e energia solare, conosciute e apprezzate in tutto il mondo, come la Merloni-Termo-Sanitari, impegnata nella realizzazione dei pannelli solari del Villaggio olimpico di Pechino. La stessa API sarà sede di sperimentazione di una cella a combustibile alimentata con l’idrogeno prodotto dalla stessa Raffineria che, al momento, è destinato a disperdersi.

C’è una coerenza di comportamenti della Regione – ha detto l’assessore Amagliani – che parte dalla dichiarazione dell’area ad elevato rischio, dal Piano di Risanamento di quell’area, al PEAR: possiamo, quindi, utilizzare questo percorso per favorire in tutta la regione una politica seriamente rispettosa dell’ambiente.

Il Progetto è stato illustrato dal Rettore Pacetti, che è intervenuto sugli aspetti più squisitamente tecnici. La ricerca si articolerà seguendo due linee principali. Lo sviluppo di modellistica per la descrizione delle dinamiche atmosferiche su mesoscala, sia per la valutazione e la previsione dell’inquinamento atmosferico, che per la valutazione dei cambiamenti climatici su scala regionale. Seconda linea: lo sviluppo di macchine e sistemi di generazione distribuita di energia elettrica in cogenerazione e rigenerazione utilizzando bio-combustibili prodotti dall’agricoltura regionale. L’Università seguirà un approccio interdisciplinare, coinvolgendo diversi dipartimenti.

Il presidente ha sottolineato che questo lavoro rientra appieno nello spirito del PEAR che persegue tre obiettivi principali: risparmio energetico; produzione energie rinnovabili; produzione attraverso impianti di cogenerazione. In questo caso viene enfatizzato il secondo obiettivo, con una forte valenza di innovazione tecnologica.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 maggio 2007 - 934 letture

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