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Civitanova: è qui la casa della danza

2' di lettura 30/11/-0001 -
Continuano le grandi ‘residenze della danza’ a Civitanova Marche nell’ambito del progetto “Civitanova casa della Danza” .

da Amat


La città di Enrico Cecchetti – archiviato con successo da soli due giorni il II Concorso Civitanova Danza per Domani - sta infatti ospitando da lunedì 7 maggio presso la Foresteria Imperatrice Eugenia e il Teatro Annibal Caro la compagnia Motus, una delle formazioni italiane più note ed apprezzate all’estero.

Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande – fondatori del gruppo riminese – sono in residenza insieme alla loro compagnia nelle strutture di Civitanova Danza per provare lo spettacolo X (ics). Racconti crudeli della giovinezza prodotto dalla Biennale di Venezia in collaborazione con Civitanova Danza, Fondazione Teatro della Fortuna di Fano e Amat che debutterà in prima assoluta alla Biennale il 27 giugno.

La foresteria Imperatrice Eugenia, adiacente il Teatro Annibal Caro, in questi anni punto di riferimento per i progetti coproduttivi e di residenza, dopo aver ospitato danzatori provenienti da tutto il mondo, nigeriani e finlandesi per citarne alcuni, sarà di nuovo la ‘casa’ dei dieci componenti (danzatori e tecnici) della compagnia Motus. Frutto del restauro dell’ex Convento delle Suore Domenicane, i locali della foresteria rappresentano un grande sostegno alla progettualità sviluppata da Civitanova Danza in questi anni.

La residenza dei Motus a Civitanova si concluderà il 17 maggio quando la compagnia ‘troverà casa’ a Fano , al Teatro della Fortuna dove, fino al 23 giugno, ultimerà le prove prima del debutto veneziano.

L’interazione dei codici, come il trascorrere dalla rappresentazione live alla riproduzione proiettata, caratterizza il lavoro della compagnia Motus inviata dalla Biennale di Venezia a declinare, con il suo inconfondibile stile, il tema del Festival Internazionale di Danza Contemporanea che ospiterà la prima del lavoro. “L’erotismo e il passaggio del tempo, il consumo dei corpi e gli oggetti di consumo”. Ecco il fulcro di X (ics). Racconti crudeli della giovinezza, titolo che rimanda a un film degli esordi di Nagisa Oshima, per l’idea di racconto, di sguardo rivolto indietro, all’evocare, in svariate fome, momenti frementi, attimi di estasi, rivolta e narcisismo sfrenato vissuti in quel periodo magico e contraddittorio che è la gioninezza.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 maggio 2007 - 1105 letture

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