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Macerata: consegnata la laurea honoris causa in Filosofia a Reich

4' di lettura 30/11/-0001 -
“Con la laurea honoris causa in Filosofia teoretica, morale e politica a Warren Reich, il nostro Ateneo prosegue una tradizione che ha visto onorare personalità di rilievo internazionale, che si sono particolarmente distinte per l’originalità e la rilevanza del loro impegno e della loro ricerca”.

dall' Università di Macerata


Con queste parole il rettore dell’Università di Macerata, Roberto Sani, ha introdotto, questa mattina in Aula Magna, la cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento accademico a una delle maggiori autorità mondiali nel campo della bioetica. Oltre a numerosi docenti e studenti, erano presenti anche il vescovo di Macerata, Monsignor Claudio Giuliodori, l’assessore Giovanni Di Geronimo, in rappresentanza del sindaco di Macerata, oltre ai vertici delle autorità militari.

“Sono profondamente colpito - ha ringraziato il “neo-laureato” - dal vostro riconoscimento, che mi spinge ad intensificare il mio dialogo con la comunità intellettuale che trascende i confini nazionali e culturali. Molte, molte grazie di vero cuore”.

Warren Reich, come ha spiegato Luigi Alici, professore di Filosofia morale, nella tradizionale laudatio, ha offerto un contributo critico ed originale ad una “bioetica dal volto umano”, richiamandola costantemente a sporgersi su orizzonti allargati. Tanto che la lectio docotralis dello studioso, seguita alla lettura del dispositivo di conferimento da parte del preside della Facoltà di Lettere e filosofia Gianfranco Paci e la proclamazione del laureato, è stata incentrata sul punto di vista dell’outsider in bioetica. “Outsider - ha spiegato Reichè una metafora per comprendere una varietà di punti di vista che “non si adattano” ai soliti schemi della società e delle discipline umanistiche”.

Una bioetica del volto umano che, oltre al cervello, chiama in causa il cuore degli uomini e dei filosofi. Parole come meraviglia e simpatia, nel senso di interessamento simpatetico, hanno costellato l’intervento di Reich. “Temo che, a discapito della bioetica, si provi troppo poca meraviglia riguardo alla vita, alla salute e al morire” ha detto Reich. Quindi, ha espresso la necessità che la bioetica superi i propri confini per creare qualcosa di nuovo. “Se non allargherà la sua visione, la bioetica e gli altri settori di etica pratica falliranno nella loro responsabilità pubblica di perseguire la ricerca della saggezza nella vita sociale. Questo può richiedere, da parte della bioetica, una maggiore attenzione a problemi che sono considerati generalmente “ai margini” della moralità pubblica, al di fuori dei limiti consueti e rassicuranti”

Uno di questi problemi riguarda la responsabilità o meno di offrire le cure necessarie, mediche e sociali, ai rifugiati disperatamente in cerca di asilo. “Gli abitanti di una nazione - è stata la questione posta da Reich – hanno la responsabilità di comportarsi da buoni vicini, offrendo protezione e sostegno compassionevole ad un numero ragionevole di rifugiati, o è riservata alla sovranità di una nazione la responsabilità della scelta morale di escludere qualsiasi richiedente? La risposta etica più convincente è quella dell’interessamento simpatetico. È necessario che l’etica della cura del welfare sia più attenta ai sentimenti o alle emozioni, quali la simpatia, e anche a come le argomentazioni razionali, che riguardano il bene o la cura delle persone, possano generarsi sotto la spinta dei sentimenti. Le emozioni hanno un ruolo cruciale nei presupposti del giudizio morale”.

Altro tema affrontato è stato quello delle vittime della tortura. Gli esempi portati hanno riguardato le famigerate prigioni di Abu Ghraib in Iraq e quella di Guantanamo Bay a Cuba, dove è risultato che medici, infemieri e psicologi clinici avevano partecipato agli abusi perpetrati, aiutando a programmare le tecniche di tortura o a stabilizzare le condizioni di salute dei prigionieri. “Credo che la bioetica abbia il dovere di esaminare situazioni in cui l’etica dell’ufficiale medico possa, o persino debba opporsi, a volte, agli ordini dei superiori che hanno implementato strategie nazionali di tortura”, è stata la riflessione di Reich.

Infine, si è parlato della rincorsa sempre più convulsa al benessere e all’uso invasivo di tecnologie migliorative, fatto soprattutto negli Stati Uniti: medicinali che alterano l’umore come il Prozac, le iniezioni di Botox per rimuovere le rughe, gli impianti del seno, i medicinali che aumentano la durata dell’attenzione, la chirurgia degli organi sessuali, la liposuzione e la chirurgia cosmetica su varie parti del corpo, inclusi gli interventi al volto, al corpo e il trapianto di capelli., “Noi – ha detto Reich - possiamo riscoprire alcune delle attività morali degli antichi filosofi per favorire una buona arte di vivere, per esempio il distacco personale, l’istruzione pubblica da parte di uomini saggi e l’esercizio di mettere in discussione la comprensione di sé e degli altri. In questo modo possiamo scoprire un’etica appropriata non solo per l’uso delle tecnologie migliorative, ma anche per molte altre scelte bioetiche”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 maggio 2007 - 956 letture

In questo articolo si parla di università di macerata, laurea honoris causa





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