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Fermo: al teatro dell'Aquila c'è Shakespeare

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Venerdì 2 febbraio sarà in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo – come secondo appuntamento di “Classico contemporaneo.

da Amat

Percorsi nella storia del teatro”, sezione della stagione di prosa promossa dal Comune di Fermo e dall’Amat e dedicata a tre “classici” proposti da compagnie tra le più interessanti della scena italiana -, Misura per misura di William Shakespeare per la regia di Fabio Sonzogni nella messinscena di Elsinor.

Con Misura per misura continua, dopo La Locandiera, anche “Scuola di platea” , il progetto di introduzione al teatro per gli studenti degli istituti superiori di Fermo promosso da Comune di Fermo / Assessorato alla Cultura in collaborazione con Amat. Il progetto, indirizzato agli studenti del Liceo Scentifico T. C. Onesti e dell’Istituto d’Arte di Fermo, è finalizzato a formare i ragazzi alla cultura teatrale grazie all’ospitalità offerta a compagnie di rilievo nazionale all’interno della stagione del Teatro dell’Aquila.

Il lavoro sullo spettacolo si articolerà in tre momenti: un seminario preliminare che vuole essere un momento propedeutico, la visione dello spettacolo e un incontro con la compagnia dopo lo spettacolo. l seminari preliminari - curati da Daniela Rimei e Maria Elisa Montironi , laureande dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” - si svolgeranno martedì 30 gennaio alle ore 12,30 presso l’Istituto d’Arte e venerdì 2 febbraio presso il Liceo Scentifico. La conclusione del progetto, sabato 3 febbraio , prevede alle ore 10 presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico T. C. Onesti l’incontro con il regista e la compagnia curato da Andreina Bruno, Daniela Rimei e Maria Elisa Montironi. Questo momento conclusivo sarà l’occasione per confrontare quanto studiato criticamente e poi visto a teatro con gli stessi protagonisti.

Commedia oscura, tragicommedia nel segno dell’ibrido e dell’ambiguo, Misura per misura è un grande gioco del teatro, specchio ad un mondo senza certezze e in cerca di un senso nuovo per parole come giustizia, potere, autorità, morale, pietà e dignità umana. Bisogna dire che a Fabio Sonzogni non manca il coraggio: attore quarantaduenne alla sua seconda esperienza in qualità di regista, non ha esitato ad affrontare un testo complesso e un po' sfuggente come questo, una delle opere scespiriane più difficili da rappresentare, con la quale pochi grandi del nostro teatro - Squarzina, Ronconi, Cecchi - hanno osato cimentarsi: e l'ha affrontato senza scorciatoie o facili espedienti, prendendolo frontalmente con tutte le sue ambiguità e zone d'ombra, in un allestimento spoglio ed essenziale, privo di orpelli o abbellimenti scenografici, puntando soprattutto sull'intensità interpretativa.

Ambiguo è il protagonista, il duca Vincenzo, il duca stravagante dagli angoli oscuri, maestro della rappresentazione, che lascia temporaneamente la carica al virtuoso Angelo per poi osservare e controllare dall’esterno, nei panni di un frate, lo spettacolo crudele di un esercizio del potere torbido e ipocrita. La vicenda si svolge al cospetto di una presenza-assenza, quella del duca Vincenzo, che, attore-regista, ordisce la trama e gli sviluppi dell’azione in qualità di giudice supremo e divina provvidenza. E tragicamente ambiguo è Angelo, il despota puritano inflessibile nell’applicazione della legge, ma ben presto artefice di un turpe ricatto. E così anche Isabella, la vergine virtuosa e suo fratello Claudio, il condannato, sono colti nella loro comune incapacità di distinguere tra la giustizia e la pietà, tra il peccato e la virtù. Sullo sfondo una Vienna oscura, decadente, abitata da mezzani, che rivendicano il proprio spazio e le proprie ragioni.

A coronare questa tortuosa esplorazione della natura umana e dei suoi grovigli insolubili un lieto fine sconcertante accentua il carattere irrisolvibile del dramma in cui il duca, giudice supremo, rimette in ordine i suoi burattini e riprende in mano il suo regno, ristabilendo i ruoli e le leggi del contratto sociale, in una scena falsamente rassicurante, che lascia aperta ogni domanda sull’amore, sulla giustizia, sulla morale e sul peccato.

Info e biglietti (10 e 6 euro): biglietteria Teatro dell’Aquila 0734 284295, Amat 071 2072439, www.amat.marche.it. Inizio spettacolo ore 21.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 gennaio 2007 - 1143 letture